Consulta, 29° fumata nera mentre il Paese arranca

Consulta, 29° fumata nera mentre il Paese arranca

Anche la ventinovesima votazione per eleggere i tre giudici della Corte costituzionale di nomina parlamentare ha dato esito negativo. Nessuno dei candidati proposti dalle forze politiche ha raggiunto il quorum dei 3/5; Augusto Barbera ha totalizzato 504 voti (martedi 545), Francesco Paolo Sisto 493 mentre Ida Angela Nicotra, costituzionalista indicata da Area popolare, si è fermata a 417. In calo anche il numero di votanti: dagli 871 di martedi, ieri sera hanno partecipato in 819, 52 in meno.

Ogni partito rimane sulle proprie posizioni, difficile che si trovi una soluzione all’impasse in tempi brevi. Dopo l’ennesima fumata nera, fonti parlamentari riferiscono che oggi dovrebbe svolgersi una riunione tra capigrupo di Montecitorio per stabilire quando si terrà una nuova votazione per la nomina dei tre giudici della Corte Costituzionale. Probabile che i partiti si prenderanno una pausa di almeno una decina di giorni prima di riprendere le votazioni.

La mancata nomina dei giudici – nonostante 29 votazioni – rivela ampie fratture in Parlamento e all’interno dei partiti stessi, con la conseguenza di una dilatazione temporale che poco si addice alle reali necessità del Paese tenuto a bada, si fa per dire, dagli zerovirgola sbandierati a più non posso dai media e da una ‘ripresa dei consumi’ che fa sorgere più di qualche dubbio: secondo autorevoli fonti statistiche infatti, questo Natale gli italiani spenderanno in media 166 euro ciascuno per regali e simili.

In sostanza, mentre il Paese arranca, il Parlamento non riesce a indicare tre nomi per la Corte Costituzionale, i partiti difendono le proprie posizioni e non hanno intenzione di cedere alle richieste e proposte degli avversari, come ad esempio l’eliminazione di Francesco Paolo Sisto dalla lista dei tre presentata dall’asse Pd – Fi, mossa che avvicinerebbe il M5s a un dialogo con il partito di maggioranza e potrebbe finalmente portare a una soluzione. Il punto è che ogni forza politica non intende cedere ma in questo modo rivela, dietro la maschera di una tenacia volta all’interesse del Paese, un mero interesse di parte.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook