Alfano: in Siria serve strategia di stabilizzazione

Alfano: in Siria serve strategia di stabilizzazione
Il vicepremier e ministro degli interni Angelino Alfano durante il suo intervento alla presentazione del progetto OF2CEN, presso il Polo Tuscolano della Polizia di Stato, Roma, 28 ottobre 2013. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è preoccupato per le sorti del conflitto in Siria; secondo il segretario di Ncd infatti “se la Siria fosse bombardata senza un percorso di stabilizzazione potrebbe diventare una nuova Libia”. Ai microfoni di Sky, Alfano ha inoltre rassicurato sui pericoli di attacco in Italia da parte dell’Is, pur ricordando che nessun luogo è sicuro al 100%: “nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona, poi nessun Paese è a rischio zero”.

A rispondere indirettamente ai timori di Alfano ci ha pensato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che dal vertice dell’Asia orientale in Malaysia ha chiarito che “per la Siria serve transizione. Distruggeremo l’Is sul campo di battaglia senza rinunciare ai nostri valori, grazie alla nostra coalizione”. Obama si è poi rivolto a Putin, auspicando una sua apertura alle richieste statunitensi: “Mosca adatti la sua strategia alla coalizione”. La cooperazione tra le due potenze è ciò che chiede anche il segretario dell’Onu, Ban Ki-moon: “Stati Uniti, Russia e gli altri Paesi membri cooperino”. Il punto cruciale per la Siria è rappresentato dalle alleanze, che si giocano sulla figura di Assad, al momento vero e proprio ago della bilancia.

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