Sinistra italiana e il riassetto del centro destra

Sinistra italiana e il riassetto del centro destra

Sono giorni importanti per quanto riguarda il riassetto del panorama partitico; il centro destra sta cercando di compattarsi trovando la quadra dopo una lunga fase interlocutoria mentre il centro sinistra – il Pd in particolare – deve far fronte all’emorragia generata dai fuoriusciti che hanno dato origine a Sinistra Italiana.

Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia stanno ancora limando i dettagli per affinare l’intesa ma da quanto emerso dall’incontro con la piazza a Bologna siamo ormai ai dettagli: sarà questo lo schieramento che la destra moderata proporrà d’ora in avanti come altrenativa al Pd e al M5S. La nuova formazione, orfana di Alfano – ampiamente criticato sul palco e bollato come stampella del governo – si presenta agli elettori con un tridente ben congegnato, che ben risponde alle richieste dell’elettorato fidelizzato di centro destra ma si rivolge anche al mare magnum rappresentato dal partito degli astensionisti. Logiche mediali – tipiche di Forza Italia e Lega Nord – unite a linee programmatiche allettanti, come l’abolizione dell’Imu e l’abbassamento della pressione fiscale, garantiscono a questa formazione un buon bacino elettorale ma almeno per il momento il Pd può stare relativamente tranquillo: l’irrompere nella scena politica del Movimento 5 Stelle ha spazzato via la logica bipolare redistribuendo l’elettorato e rendendo più complesso l’ampliamento del proprio bacino.

Mentre il centro destra si riorganizza, il Pd deve vedersela con i 6 deputati che hanno lasciato il partito per costituire Sinistra Italiana, un nuovo soggetto politico che si propone come “alternativa”  a sinistra del Pd di Renzi. “Con loro – ha detto Stefano Fassina, uno dei fondatori – c’è un confronto ma c’è anche una competizione”. Alla Camera, Sinistra italiana è composta da 31 deputati (25 di Sel e 6 ex Pd) mentre al Senato esordirà solo tra qualche tempo e includerà i 7 di Sel, Corradino Mineo e 2 ex pentastellati. Secondo Matteo Renzi questo tipo di “sinistra ideologica non vincerà, mai. Al massimo aiuta la destra a vincere. A sinistra – ha osservato il presidente del Consiglio – l’operazione che stanno tentando alcuni nostri, anche ex, compagni di viaggio è secondo me intrisa di ideologismo. La rispetto, ma fa a pugni con la realtà. Il loro non è progetto politico, ma delirio onirico”. Probabilmente quello di Renzi è un giudizio frettoloso ma ben inquadra la situazione corrente di un soggetto appena nato e per questo facile preda delle soglie di sbarramento.

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