Legge di Stabilità, dubbi per l’Ue, ma Renzi tira dritto

Legge di Stabilità, dubbi per l’Ue, ma Renzi tira dritto

Il premier Renzi durante la trasmissione televisiva Otto e mezzo annuncia: “In legge di stabilità c’è una norma che impone a regioni e comuni di non alzare le tasse. D’accordo con l’Anci restituiremo ai comuni tutto l’equivalente dell’abolizione della Tasi”, poi afferma: “La Tasi, è la tassa più odiata. E non è mai stata tolta. È una misura di pancia? Sì. Ma non è elettorale”.

Abolizione della tasse sulla prima casa, taglio dell’Ires, innalzamento da 1000 a 3000 euro il contante in circolazione. Queste le più popolari misure introdotte dalla legge di stabilità 2016. Il testo è stato limato sino a tarda notte. Ma alcune azioni di politica fiscale non piacciono a Bruxelles, non sono in linea con le raccomandazioni generali dell’UE di abbassare le tasse sul lavoro, invece che sui consumi e sulle proprietà.

Secondo il vicepresidente della Commissione UE Vladis Dombrovskis servirà del tempo per analizzare le bozze e arrivare a un giudizio definitivo, “stiamo valutando- afferma- quindi non sono in grado di commentare”.

Ed è in fase di valutazione, da parte della commissione UE, anche la clausola di flessibilità sull’accoglienza migranti che vale 3 miliardi di euro per l’Italia.

Nel frattempo, alcune voci di corridoio provenienti da Bruxelles dicono che l’UE non respingerà la legge di stabilità italiana. Matteo Renzi, continua per la sua strada, difende la manovra e tira dritto: “Se Bruxelles boccia la legge tu gliela restituisci tale e quale, e sei uno pari e non cambia niente. Se Bruxelles dice no, tu gli dici ‘peccato’. Ma in questo caso non esiste perché siamo tra i pochissimi Paesi che stanno dentro le regole”.

Livio Marsico

 

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