Balduzzi: nella Spending Review nessuno taglio alle cure

In una nota diffusa dal Ministero della Salute si apprende che il decreto sulla spending review non presenta alcuna lista di ospedali da chiudere. Bocciata quindi l’ipotesi che prevedeva di chiudere gli ospedali con meno di 80 (o 120) posti letto contenuta nelle bozze circolate nei giorni scorsi del decreto .

Per Renato Balduzzi, ministro della Salute, è una vera e propria vittoria, già negli scorsi giorni aveva espresso a Palazzo Chigi la sua contrarietà su un provvedimento che avrebbe scavalcato la potestà regionale in materia di sanità e portato alla chiusura di oltre cento centri ospedalieri.

 

“La sanità – ha dichiarato quest’oggi Balduzzi – è stata chiamata a contribuire per il 20% dell’intera operazione di revisione della spesa ed abbiamo cercato di farlo senza intaccare direttamente i servizi offerti ai cittadini, ma agendo con misure per spendere meglio. Certo, questo richiede alle diverse realtà regionali di cogliere una sfida comunque difficile. Ma sono convinto che il nostro sistema saprà vincerla”.

Giovanni D’Agata fondatore dello “Sportello dei Diritti” anche se è stata congiurata, per il momento, la chiusura per i piccoli ospedali è stato però confermato il taglio di quasi 27 mila letti.

Nel dettaglio ecco ciò che potrebbe accadere nelle singole Regioni, confrontando la dotazione ospedaliera presente nel 2009, quando la dotazione media era appunto di circa 4,2 x mille abitanti, con quella che ne deriverebbe applicando a tutti il 3,7 x mille. Il taglio, come detto, dovrebbe essere di circa 26.700 posti letto, ovvero in media una riduzione del 10,6% rispetto al 2009.

Enrico Ferdinandi

7 luglio 2012

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