Marino verso le dimissioni

Marino verso le dimissioni

Sono ancora polemiche sulle scelte politiche del sindaco di Roma Ignazio Marino: dalle ultime indiscrezioni si percepisce un clima di tensione all’interno del Palazzo Sentatorio. In particolare, è dalla giornata di ieri che circolano “voci insistenti di un’uscita di scena volontaria del sindaco”.

Non cessa il pressing del Pd e del M5S che, con continui tweet, attaccano Marino accusandolo soprattutto per le “spese pazze” effettuate dall’inizio della sua carriera politica. Ventimila euro, secondo i deputati ribelli, sarebbero stati spesi per cene con esponenti politici nei migliori locali della Capitale. Episodio noto tra questi è la cena, costata 3500 euro, con il mecenate Usmanov. Cena non tanto inutile secondo la Ragioneria incaricata di conteggiare le spese del sindaco: il mecenate invitato avrebbe portato alle casse del Campidoglio circa due milioni di euro, utilizzati anche per il rifacimento della fontana del Quirinale. Un ottimo investimento a quanto pare.

Non tarda ad arrivare la risposta di Marino: “In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. E’ di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome.”
Scelta tanto coraggiosa quanto inutile per placare gli animi degli infuriati: non appena è stata resa nota la dichiarazione del sindaco, ha raggiunto i primi posti in classifica l’hashtag #marinodimettiti!
“Non è più una questione di legittimità -ha postato Di Battista (M5S)-, ora è diventata una questione morale per questo Marino si deve dimettere. […] Abbiamo chiesto più volte le dimissioni di Marino -ha aggiunto il deputato- soprattutto alla luce delle bugie in merito alla cena con la Comunità di Sant’Egidio che poi ha smentito”.
Immediato anche il commento del leader del M5S Beppe Grillo: “#marinodimettiti e Roma subito al voto!”, scrive sul suo profilo twitter dopo la conferenza stampa indetta a Montecitorio da deputati e consiglieri sulle spese di rappresentanza del sindaco.
Interviene sulla questione tempestivamente e a muso duro il deputato Pd Anzaldi: “Di fronte alla continua emergenza, alle polemiche ricorrenti, ai disservizi documentati incessantemente dai cittadini, il Pd non può più rimandare l’avvio di una seria riflessione al proprio interno. Serve una discussione ampia: è giusto che l’Amministrazione della città vada avanti così?”. “Il calvario dei trasporti -ha aggiunto Anzaldi elencando i problemi della città eterna-, i numeri sulla differenziata ancora lontani dagli obiettivi di una città realmente europea, il guaio dell’Auditorium rimasto senza vertici amministrativi, il Palazzo delle Esposizioni, alla cui guida era stato chiamato un manager del calibro di Franco Bernabé poi lasciato andare via..”

Un mare di polemiche ha investito il Campidoglio nelle scorse ore: su blog, quotidiani e periodici ci si interroga già su quale sarà il futuro di Roma se davvero Marino decidesse di lasciare l’incarico. Intanto si aspetta in queste ore l’esito della Giunta comunale, già slittata di un’ora.

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