Rispetto per la sentenza del G8, ma la Polizia deve restare un baluardo per il paese

Tutti accogliamo con grande rispetto la sentenza della Cassazione che condanna i vertici della Polizia, per i fatti del G8 del 2001, ma molto rispetto meritano anche gli uomini e le donne della Polizia di Stato e delle forze dell’Ordine in generale per il loro quotidiano e silenzioso impegno, senza il quale la sicurezza del nostro Paese non potrebbe trovare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini.

Di questo avviso il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, che commentando la sentenza ha affermato: “la sentenza della Corte di Cassazione va rispettata come tutte le decisioni della Magistratura. Il ministero dell’Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte. La sentenza mette la parola fine a una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane in questi 11 anni. Questo non significa che ora si debba dimenticare. Anzi il caso della Diaz deve restare nella memoria, ma proprio le definitive parole dei giudici ci devono spingere a guardare avanti sicuri che le Forze di Polizia sono per i cittadini italiani una garanzia per la sicurezza e per la democrazia. Nessuno può dimenticare l’attività quotidiana di tante donne e uomini della Polizia che, con dedizione, professionalità e coraggio, lavorano al servizio dello Stato per il bene di tutti”.

Anche il capo della Polizia Antonio Manganelli ha commentato dicendo: “L’Istituzione accoglie la sentenza della magistratura con il massimo dovuto rispetto e ribadisce l’impegno a proseguire nel costante miglioramento del percorso formativo relativo al complesso campo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Esprime apprezzamento e orgoglio per la maturità, l’onestà, la dedizione e l’entusiasmo con cui quotidianamente il paese viene servito dalle donne e dagli uomini delle forze di polizia”

Non si è fatto attendere il commento di Enzo Marco Letizia, segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, che nell’accogliere la notizia, ribadisce: “l’istituzione Polizia, con i suoi comportamenti successivi ai fatti del G8, è andata ben oltre un’assunzione di responsabilità ed ha agito al suo interno, affinchè gli errori commessi nel luglio del 2001 non si ripetessero più, con una tenace convinzione, che ha trovato la sua massima espressione nella fondazione della scuola di polizia, la cui filosofia è  proprio quella di apprendere dai propri errori”.

In considerazione di ciò si auspica che i tagli del Governo non riguardino gli investimenti sulla sicurezza, senza la quale i valori della democrazia sarebbero destinati ad essere calpestati dalla delinguenza comune ed organizzata.

Sebastiano Di Mauro

6 luglio 2012

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