Ddl Boschi, l’articolo 1 passa con il canguro. Proteste di Lega e M5S

Ddl Boschi, l’articolo 1 passa con il canguro. Proteste di Lega e M5S

172 voti favorevoli, 108 contrari e 3 astenuti: questo il verdetto della votazione con cui il Senato ha approvato l’articolo 1 del ddl Boschi sancendo la fine del bicameralismo paritario. La seduta, caratterizzata da aspre polemiche, ha permesso alla maggioranza di superare, o meglio, demolire il corpus di emendamenti e di rinforzare le proprie fila in vista delle prossime votazioni (in particolare quella sull’articolo 2 del ddl Boschi riguardo la composizione e l’elezione del Senato).

La moltitudine di emendamenti proposti per fare ostruzionismo è stata abbattuta con l’ausilio del cosiddetto canguro, una norma che consente di raggruppare le proposte di modifica – simili tra loro – alla legge che si sta votando; se il primo di questi emendamenti viene bocciato, si crea un effetto domino che fa decadere tutti gli altri ad esso collegati. Sull’applicazione del canguro proposto dal renziano Roberto Cociancich, che ha consentito di arrivare all’approvazione dell’articolo 1 del ddl e di allontanare dalla maggioranza l’insidia delle votazioni segrete, il Senato si è così espresso: 177 voti favorevoli, 57 contrari e 2 astenuti. In segno di protesta, al voto non hanno partecipato né la Lega Nord né il M5S (rimasti comunque in aula).

Il canguro adoperato oggi deriva dal ‘supercanguro’ presentato da Stefano Esposito (Pd) lo scorso gennaio, in occasione della votazione sull’Italicum; con 175 voti favorevoli fu approvato il maxiemendamento di Esposito e con esso decaddero immediatamente 35mila proposte di modifica delle 47mila presentate alla legge elettorale.

Oltre al canguro esistono altri tipi di strumenti in grado di frenare l’ostruzionismo: la ghigliottina e la tagliola. La prima costringe l’aula a votare tutti gli emendamenti entro una certa data, superata la quale si procede comunque al voto finale senza più esaminare i vari emendamenti. La seconda, invece, viene adoperata per contingentare i tempi di intervento: ogni gruppo ha un dato numero di ore di parola a disposizione, una volta terminate le ore disponibili, l’unica possibilità è quella di procedere al voto.

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