Riforme, Renzi e Bersani cercano l’accordo sul Senato elettivo

Riforme, Renzi e Bersani cercano l’accordo sul Senato elettivo

Tra la riforma del Senato e le buone intenzioni di Renzi, c’è di mezzo Bersani. L’ex segretario del Pd ha riacceso le tensioni tra i democratici e l’accordo sulle modifiche costituzionali sembra sempre più lontano.
«Vedo che ci sono affermazioni di buona volontà, noi diciamo una cosa che capiscono anche i bambini: diciamo che il Senato debba essere elettivo, devono decidere gli elettori. Questo deve essere chiaro e va scritto» ha spiegato Pierluigi Bersani, che ha espresso la sua contrarietà anche in merito ad un altro punto della riforma, quello della proporzione dei numeri tra Camera e Senato, una questione annosa che «andrebbe rivista».

Il breve faccia a faccia tra Renzi e Bersani di giovedì non ha convinto del tutto l’ex premier dem riguardo l’elezione diretta da parte degli elettori. Se è vero che l’accordo tra i due leader ha accolto questa clausola nell’articolo 2, comma 5 della riforma, è altrettanto vero che Bersani ha sollevato altre obiezioni su chi andrà a ricoprire la carica di senatore tra i consiglieri regionali, una scelta che dovrà riguardare gli elettori.

Nonostante il lavoro febbrile dei bersaniani Miguel Gotor e Vannino Chiti, impegnati a trovare un punto d’incontro con la maggioranza, la titubanza di Bersani ha suscitato le polemiche dei dem, in primis Matteo Renzi: «Se vogliono rompere, se vogliono ricominciare daccapo allora ne prendiamo atto Ma se ne devono prendere la responsabilità. Noi i numeri li abbiamo anche senza di loro, e lo abbiamo dimostrato nelle prime votazioni sulle pregiudiziali con più di 80 voti di scarto» ha commentato il premier, seguito da Debora Serracchiani: «Le ultime affermazioni di Bersani sono sinceramente incomprensibili. Alzare continuamente la posta potrà essere una tattica accettabile a poker, ma sconcertante quando si parla di un tema serissimo come le riforme istituzionali. È stato dimostrato che la volontà di dialogare c’era e c’è, ma non può essere solo da una parte».

Tra i dubbi e le polemiche, c’è chi si è dimostrato ottimista: Gianni Cuperlo ha infatti dichiarato di riporre la sua fiducia nelle trattative che dovranno portare alla presentazione degli emendamenti condivisi da tutto il partito entro martedì. «Se nei prossimi giorni, come mi pare di poter dire, si arriverà a un accordo che unisce il Pd e allarga la maggioranza a sostegno della riforma costituzionale al Senato e che licenzia una buona riforma, vince la democrazia italiana».

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