Casamonica a ‘Porta a Porta’, tutti contro Bruno Vespa

Casamonica a ‘Porta a Porta’, tutti contro Bruno Vespa

Che con l’avvento del XXI secolo la tv sia diventata sinonimo di “spazzatura” non ci piove, ma questo è veramente il clou: Bruno Vespa festeggia il record di ascolti per la sua trasmissione grazie alle testimonianze della figlia e del nipote del capofamiglia dei Casamonica, nota famiglia mafiosa che opera nella Capitale.
Dopo la bufera scatenata dal funerale-show di Vittorio Casamonica –quando Roma fu invasa da carrozze, cavalli, gigantografie del mafioso vestito da Papa, elicotteri senza autorizzazioni e lanci di petali di rosa, ndr-, agli eredi del defunto, Bruno Vespa, affamato di ascolti, notorietà e denaro, decide di dare la possibilità di partecipare a ‘Porta a Porta’: “Mio padre metteva la pace -ha avuto il coraggio di ribadire la figlia del “Re di Roma”-. Per noi lui era un re. Lui era un papà buono, assomigliava al Papa buono, che era Wojtyla”.

I primi ad accendere la miccia sono i consiglieri comunali del Pd in Campidoglio: “E’ stato uno spettacolo vergognoso ed offensivo quello al quale i cittadini e le cittadine romane in primis, ma anche tutti gli italiani, hanno dovuto assistere durante la trasmissione ‘Porta a Porta’ di Bruno Vespa”.
Immediati anche gli attacchi del Sindaco e del Vicesindaco della Capitale: “La partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave, oltre che paradossale. Credo che tutto ciò non sia accettabile in un servizio pubblico”, ha commentato Ignazio Marino. “Mi auguro che qualcuno alla Rai abbia il buongusto di chiedere scusa alla città di Roma, ai romani e a tutti i cittadini -ha ribadito il vicesindaco Marco Caus-. Trovo davvero inaudito che il servizio pubblico, la Rai, ospiti componenti della famiglia Casamonica per fare intrattenimento mascherato da informazione. Quella andata in scena ieri sera sulla prima rete Rai è la più clamorosa dimostrazione di ciò che dico da tempo: la mafia a Roma è da molti sottovalutata e c’è ancora chi la ritiene alla stregua di un fenomeno folkloristico”.
Aspri commenti anche da parte del leader del M5S che ha intitolato il post sul suo blog “Rai, servizio pubblico paramafioso”.
Non usa mezzi termini il presidente della Commissione Vigilanza Roberto Fico che descrive la puntata come “una delle pagine più vergognose per il servizio radiotelevisivo pubblico del nostro Paese”.
“La presenza ripetuta in queste settimane dei Casamonica nei talk show televisivi -ha attaccato il senatore Pd Franco Mirabelli- non è giustificabile. Sono inaccettabili la spettacolarizzazione delle vicende criminali e la scelta di dare una tribuna a persone riconosciute come protagoniste di fenomeni di vera e propria occupazione con metodi mafiosi di interi territori. Il rischio è di trasformare tutto in una fiction, producendo assuefazione, e di considerare normale ciò che non lo è, trasmettendo il messaggio che le mafie sono un elemento del paesaggio e non un tumore da combattere. I Casamonica sono mafiosi, non star televisive”.
Duro attacco anche da parte dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio: “I colleghi protagonisti della vicenda saranno deferiti al consiglio territoriale di disciplina per le valutazioni del caso. Offrire nuovamente un palcoscenico alla famiglia Casamonica nella Rai del servizio pubblico ad un mese dai funerali di Vittorio Casamonica è stato un errore grave che non assolve al diritto di cronaca ma aggiunge un nuovo capitolo alla facile spettacolarizzazione dell’informazione”.

Mirko Olivieri
10 settembre 2015

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