L’autocritica di Grillo

L’autocritica di Grillo
ROSTA (TORINO) BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA. NELLA FOTO BEPPE GRILLO. FOTO ALPOZZI/INFOPHOTO

ROSTA (TORINO) BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA. NELLA FOTO BEPPE GRILLO. FOTO ALPOZZI/INFOPHOTO

Un arrivo a sorpresa quello di sabato sera da parte di Beppe Grillo alla festa per i dieci anni dalla nascita di uno dei più anziani meet up, quello di Brescia. L’ evento era iniziato venerdì, pianificato fino a domenica, ma con un sorprendente fuori programma: l’arrivo del primo attivista e fondatore del Movimento.

Sfuggente, al suo arrivo Grillo si è messo in disparte, ed ha ascoltato l’intervento di Luigi di Maio. In perfetto “stile 5 stelle” il vicepresidente alla camera dei deputati è stato diretto, senza remore si è espresso sulla situazione italiana attuale, tirando anche una stilettata al premier Matteo Renzi. Di Maio ha smentito alcune dichiarazioni e propositi del Premier, partendo dalle unioni civili. Secondo il deputato del M5S, non sembra essere chiara la posizione del Premier al riguardo, poiché vi sono incongruenze nelle dichiarazioni e soprattutto, afferma di Maio: «se le unioni devono essere un baratto per tenere in piedi il Governo, noi ci tiriamo fuori».

Altra critica mossa al premier è sulla questione del lavoro, stando a quanto sostiene di Maio, Renzi riempie gli italiani di bugie e i dati riguardanti la disoccupazione sarebbero falsati.

Altra “incongruenza renziana” registrata sarebbe la questione dell’asilo e dei migranti, solo belle parole riguardanti fantomatici progetti a livello europeo, progetti però che non sembrano trovare una corrispondenza con i fatti e le messe in atto della maggioranza del Governo.

Il carismatico leader ha preso la parola al termine della serata, rivolgendosi ad una platea non gremita come i precedenti tour nelle piazze, ma comunque sufficiente per percepire una volontà reciproca  di partecipazione e sinergia tra realtà territoriale e rappresentanti al Governo. Nel porre i saluti, Beppe Grillo come di consueto si è espresso con qualche metafora e battuta; ha ironizzato su ciò che distingue lui da Casaleggio, ha tracciato una breve rassegna tra gli inizi, le origini dei primi meet up, i propositi con cui sono nati e quali erano gli intenti del loro operare. Il leader si è poi espresso sul futuro di questi ultimi: «Faranno proteste e manifestazioni coordinate in diverse città!».

Ma ciò che sembra essere interessante è l’ammissione di qualche errore che a detta dello stesso Grillo, è stato commesso nel 2013. È autocritico il comico genovese e ammette: «Nel 2013 il Movimento non era pronto, abbiamo imbarcato chiunque».  Sia di Maio che Grillo lasciano trasparire dalle loro parole che auspicherebbero un ritorno alle urne, forse anche per rimediare all’errore del 2013 e riorganizzarsi con cognizione. Il Paese ha bisogno di personaggi propositivi al comando, d’altronde, come torna a pungere Grillo: «Siamo in una dittatura!».

31 agosto 2015

di Francesca Trapani

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