Abolizione di Tasi e Imu nel 2016, Renzi: «una scommessa che non si fa solo un anno»

Abolizione di Tasi e Imu nel 2016, Renzi: «una scommessa che non si fa solo un anno»

renzi_rimini-1030x615Nel 2016 Tasi e Imu saranno abolite. Da Rimini a L’Aquila, passando per Pesaro, l’annuncio di Renzi sull’importante intervento fiscale ha dato una scossa ad una politica assopita dalle vacanze estive, rilanciando un programma tanto noto quanto efficace in termini di successo elettorale.

«Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti». ha dichiarato il premier nel corso del primo meeting riminese di Comunione e Liberazione, parole che riecheggiano quelle di un ex primo ministro, come ha ammesso lo stesso Renzi: «Potrebbe sembrare una mossa alla Berlusconi».

Dopo aver ribadito di non voler utilizzare la carta della «no taxation» per ottenere consensi, ma per garantire all’esecutivo un futuro, il presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’abbassamento delle tasse, una scommessa che a sua detta «non si fa solo un anno». E via quindi ad elencare i traguardi, raggiunti dal governo fino ad oggi, traguardi che permetteranno in futuro la concessione di piccoli lussi fiscali: «Nel 2014 gli 80 euro, un intervento che rimane per sempre, poi il costo del lavoro nel 2015, il prossimo anno togliamo Tasi e Imu. Poi nel 2017 l’Ires, la tassa sulle imprese oggi al 31% per portarla al 24%. E nel 2018 l’Irpef».

Tralasciando le unioni civili e il polverone dei funerali scandalo di Casamonica, Renzi ha proseguito la sua tournée parlando di riforme, in primis quella della legge elettorale. «L’Italia può giocare un ruolo nell’Europa che cambia, ma a condizione che sia essa stessa a cambiare». L’Italicum è una rivoluzione – ha continuato il premier- è il primo tassello per riuscire finalmente a governare e non difendersi dagli assalti della minoranza o dell’opposizione». Sulle riforma del Senato, Renzi non ha espresso alcuna preoccupazione di fronte ai numerosi emendamenti: «una risata li seppellirà. Non ci faremo fermare da qualche cultore del blocco, perché l’Italia ha bisogno di rimettersi in movimento».

Benedetta Cucchiara
26 agosto 2015

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