I diritti per le unioni civili

I diritti per le unioni civili

5db374390ca71a06f65db2edec91fdbf-kSGF-U43070515673711FeC-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Un buon Governo e un buon Capo di Governo riconoscono quando le esigenze della società mutano, quando è il momento di prestare orecchio e adoperarsi per compensare a delle mancanze che è la popolazione stessa a far presente, a richiederle con gran voga. Di questo sembra essere consapevole il premier Matteo Renzi che non intende più aspettare riguardo a una delle tante e troppe esigenze italiane: i diritti per le unioni civili. In fatti, stando a quanto dichiarato dal premier, arriverà entro la fine dell’anno una legge per le unioni civili e sarà finalmente una chiara risposta a una esigenza che sta producendo polemiche e contrasti, tra politici, Chiesa ed opinione pubblica, da troppo tempo ormai. Secondo alcune indiscrezioni, tale questione verrà affrontata dopo la riforma del Senato e prima che inizino le discussioni in merito al bilancio, dunque il periodo che vedrà interessato il discorso sulle unioni civili sarà orientativamente ottobre.

A parte la determinazione del premier e del PD che si mostra compatto, il problema sembra riguardare la maggioranza stessa, una maggioranza divisa e discorde in merito, con il Nuovo centrodestra che si schiera contro questa legge di riconoscimento dei diritti.

L’Ncd sembra essere concorde con la Cei e con quanto ha affermato il suo presidente, il cardinale Angelo Bagnasco. «La Chiesa non è contro nessuno. Crede nella famiglia quale base della società, presidio dell’umano e garanzia per vivere insieme; la famiglia come è riconosciuta dalla nostra Costituzione e come corrisponde all’esperienza universale dei singoli e dei popoli: papà, mamma, bambini, con diritti e doveri che conseguono il patto matrimoniale – continua poi il cardinale – scorretto dare gli stessi diritti delle famiglie”. Quello che spaventa molti cattolici e il partito di Alfano sembra essere la paura che con questa legge, cui Renzi auspica di giungere nei prossimi mesi, si possano introdurre per queste coppie le adozioni, l’utero in affitto e la reversibilità delle pensioni: questo il loro maggior terrore.

Giustamente la posizione della Cei, essendo ferma e decisa, sembra trovare dei disappunti, in particolar modo tra le associazioni gay che hanno definito le parole di Bagnasco come “un trionfo di razzismo omofobo”. L’iter del disegno di legge giunto mesi fa dal ministro Cirinnà si preannuncia complicato: le famiglie, le unioni civili, le coppie di fatto; tutte questioni che, qualsiasi sia il provvedimento, ribalteranno la situazione sociale attuale. La questione è altamente dibattuta e vede la politica e la società divise, sebbene rappresenti un’esigenza, una necessità che proviene dal basso e che ha lasciato per troppo tempo l’Italia indietro rispetto ad altri Paesi.

Intanto, dalle dichiarazioni del premier si evince che con buona probabilità, anche se non si ha tutta la maggioranza compatta, non sembrano mancare i numeri per approvare la legge; soprattutto perché Renzi individua nel Movimento 5 stelle, in merito a questo caso specifico, un valido alleato. Il Movimento, infatti, si è detto pronto a sostenere questa proposta per porre finalmente rimedio ad una questione nazionale gravata da troppi pregiudizi e che costringe nel silenzio molti omosessuali.

Entro dicembre, dunque, l’Italia tenterà di mettersi al pari delle altre nazioni, europee e non, che da anni hanno risolto e metabolizzato una questione che in Italia sembra trovare difficoltà nell’uscire dalla palude del tabù.

24 agosto 2015

di Francesca Trapani 

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