Pannella, un nuovo digiuno per i diritti dell’uomo

Pannella, un nuovo digiuno per i diritti dell’uomo

pannella-marcoLo scorso 9 agosto, il leader dei radicali italiani Marco Pannella ha dato inizio al proprio sciopero della fame e della sete. Pannella, alla veneranda età di 85 anni, ha scelto di operare questa protesta non violenta per sensibilizzare la politica, in primis, e l’opinione pubblica sulla questione relativa al sovraffollamento delle carceri.

Secondo Pannella, i detenuti delle carceri italiane versano in condizioni disumane, negando e violando i diritti fondamentali dell’uomo. Per queste ragioni il leader dei radicali ha deciso di smettere di nutrirsi; ha voluto lanciare un segnale forte per una questione che secondo lui merita la massima attenzione.Il miglioramento delle condizioni dei detenuti è una battaglia che Pannella affronta già da anni. Nel 2013 aveva chiesto di porre fine alla questione del sovraffollamento, sollecitando e chiedendo al presidente Napolitano che si attuasse l’amnistia per alcuni.

La situazione in cui versano le nostre carceri è nota e condannata anche a livello europeo: più provvedimenti sono stati presi dall’Europa in merito a tale questione, per evitare di costringere degli esseri umani in pochi metri quadri; di contro però, lo Stato Italiano non ha saputo trovare un concreto provvedimento sulla questione, nonostante le numerose sollecitazioni europee e non.

Sono 53.982 i detenuti censiti al 21 febbraio 2015 nelle carceri italiane, circa 8mila in meno rispetto al 2013, a fronte però di 49.943 posti letto regolamentari disponibili. Il tasso di affollamento, dunque, sarebbe del 108%, ovvero 108 detenuti ogni 100 posto letto. Questo è quanto emerge dal rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione, presentato dall’associazione Antigone. Dato che non tiene conto di eventuali e temporanee chiusure di alcuni reparti per questioni di lavori o manutenzioni. In questi casi i detenuti andrebbero condotti in altre stanze già occupate e il tasso di affollamento raggiungerebbe qui il 118%. Come emerge chiaramente da questi numeri, la condizione dei detenuti in Italia viola alcuni dei diritti fondamentali dell’uomo, perché li costringe a sopravvivere in un contesto in cui manca la libertà fisica e insieme la dignità stessa dell’individuo.

Insomma, la scelta di Pannella deriva proprio dalla mancanza di consapevolezza nella politica e nella società di quanto possa essere terribile e frustrante psicologicamente per un individuo versare in simili condizioni, completamente dimenticato dalla propria società. Non sappiamo quando e quali gesti basteranno a Pannella per sospendere la sua protesta; egli però si è detto disponibile a dare il proprio contributo per risollevare le sorti dei detenuti ed ha offerto il proprio aiuto al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio.

Proprio nella giornata di ieri, è arrivata al leader dei radicali una chiamata dal Presidente Mattarella che intendeva accertarsi delle sue condizioni di salute. Il Presidente della Repubblica ha espressamente chiesto a Pannella di interrompere lo sciopero e ha tenuto a ribadire che con questa sua protesta potrebbe mettere a repentaglio la sua vita. Accanto alle preoccupazioni, sono arrivati anche i complimenti e l’ammirazione da parte del Presidente per le battaglie svolte sui diritti e sulla legalità.

Nonostante la richiesta del Presidente della Repubblica, il radicale Pannella sembra essere intenzionato a proseguire con la protesta e, ad accrescere di argomenti lo sciopero, concorrono nuove notizie, come l’ennesimo suicidio in carcere avvenuto nella casa circondariale di Castrogno di Teramo.

12 agosto 2015

di Francesca Trapani

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