Rai, passa la riforma al Senato

Rai, passa la riforma al Senato
La senatrice Anna Finocchiaro (S), parla con le ministra per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi, durante l'esame del ddl Rai nell'aula del Senato, Roma, 31 luglio 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

La senatrice Anna Finocchiaro (S), parla con le ministra per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi, durante l'esame del ddl Rai nell'aula del Senato, Roma, 31 luglio 2015.    ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI
La senatrice Anna Finocchiaro (S), parla con le ministra per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi, durante l’esame del ddl Rai nell’aula del Senato, Roma, 31 luglio 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA- Approvato il disegno di legge di riforma della Rai dall’Aula del Senato con 142 voti favorevoli e 92 contrari. Un disegno di legge che prevede misure riguardanti la nomina e le funzioni del consiglio di amministrazione, del presidente e dell’amministratore delegato. In particolare sono stati approvati emendamenti che prevedono per l’amministratore delegato un’incompatibilità con cariche di Governo, anche se ricoperte nei dodici mesi precedenti alla data della nomina. Inoltre è previsto che l’amministratore delegato deve essere nominato tra coloro che non abbiano conflitti di interesse e non cumulino cariche in società concorrenti.

Il ddl detta inoltre norme sulla responsabilità dei componenti del cda e prevede la deroga, rispetto all’applicazione del codice dei contratti pubblici, per i contratti aventi per oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di programmi radiotelevisivi, e i contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria. Prevista infine una delega per il riordino e la semplificazione dell’assetto normativo.

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi si dice soddisfatta: “E’ un primo passo importante. Il lavoro non finisce qui e probabilmente ci saranno altre modifiche alla Camera. Ma è un primo passo e sono soddisfatta”.

La votazione è stato un altro banco di prova per il Governo, che sull’Articolo 4 era andato sotto per i 19 di area democratica che hanno votato contro. Ma secondo Roberto Speranza (PD) l’unità del Pd può e deve costruirla per primo il segretario Matteo Renzi. Inutile scaricare responsabilità su altri”, riferendosi  alla riforma della Rai e del voto in dissenso espresso ieri dai senatori della sinistra dem su un articolo del ddl.

Per Francesco Verducci (PD) “questa riforma è il primo passo di un percorso complessivo, perché arriva a pochi mesi dal rinnovo della concessione. Abbiamo in programma anche la scrittura di un nuovo testo unico delle convergenze multimediali, sempre mantenendo un ruolo principale del Parlamento”. “L’obiettivo” -continua Verducci- “è chiudere una stagione fallimentare e di aprirne un’altra. Mi rivolgo a Gasparri, faremo di tutto perché questa legislatura mandi in soffitta legge vecchie e inadeguate”.  un ad in grado di operare, senza ledere il ruolo di primazia del Parlamento deciso dalle sentenze della Consulta. C’è un bilanciamento tra le prerogative dell’azionista e quelle del Parlamento, oltre a una separazione tra il livello politico “La Rai – ha detto ancora – ha perso legittimazione e credibilità a causa della lottizzazione. Questa situazione ha nell’attuale governance il suo colpevole, c’è un ruolo distorto della Commissione Vigilanza che noi vogliamo cambiare. Questa è una riforma forte anche da un punto di vista organizzativo, con un cda partecipato anche da lavoratori e gestionale rafforzata dall’introduzione di norme sulla trasparenza”.

Luigi Carnevale

31 luglio 2015

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