Il no di Speranza sul patto Verdini

Il no di Speranza sul patto Verdini

SPERANZADa dopo il 1880 è andato crescendo e consolidandosi quel tanto recriminato ma tanto diffuso e adottato trasformismo, una manovra introdotta allo scopo di mantenere il potere o di rafforzare e consolidare il proprio schieramento politico. Indubbiamente il trasformismo nel tempo ha acquistato grande rilievo quanta fama negativa; questo perché esso, in quanto si piega e obbedisce agli interessi e alle logiche interne del sistema politico, comporta inevitabilmente un allontanamento collettivo dal sistema politico del Paese e come se non bastasse, al trasformismo si rimprovera la scarsa moralità dei parlamentari che lo adottano.

È proprio di trasformismo che l’On. Roberto Speranza del Pd accusa l’ala riformista e renziana del suo partito che sembra essere propensa a un patto con il nascente gruppo parlamentare di Denis Verdini. Speranza ravvisa il bisogno di tenere unito il suo partito ma nel fare questo, a detta dell’Onorevole, il Pd non deve perdere lucidità e consapevolezza riguardo le proprie idee.

Speranza appare deciso e fortemente contrario a questo patto poiché non tollera che il suo gruppo politico, nonché gruppo di maggioranza a capo del Paese, possa stringere accordi e relazioni con il gruppo di Verdini, così vicino e a quanto pare in stretta sinergia con Cosentino, eletto deputato con Il Popolo della Libertà per quattro legislature consecutive e ora in galera preventiva da due anni per rapporti con i Casalesi, quindi con la camorra. Queste le motivazioni del no deciso a Verdini da parte dell’On. Speranza, come si evince dalla sua pagina twitter la sua posizione sembra essere ferma: “Qualcuno pensa davvero che si possa cambiare l’Italia facendo patti con Verdini e gli amici di Cosentino? Io no.” Questo scriveva l’Onorevole due giorni fa.

A questa categoricità del leader di sinistra Pd, risponde il portavoce del gruppo parlamentare Vincenzo D’Anna utilizzando l’espressione “rigurgito anacronistico di socialismo reale e di conservatorismo che li separa all’interno del Pd dalla componente riformista di Matteo Renzi”. D’Anna ravvisa nell’atteggiamento di Speranza un arrogarsi diritti che non gli spettano quali erigersi a giudice della morale altrui tirando in ballo Cosentino.

Indubbiamente vi è uno scontro di idee e posizioni nel contesto politico attuale, contesto alquanto caotico e che pare esulare da ogni ideologia logica. Non resta che aspettare e osservare le prossime prese di posizione di Renzi; valuterà e terrà fede all’ideologia di sinistra che non accetta avvicinamenti con ideologie avverse alle proprie o con soggetti politici compromessi, oppure continuerà sulla scia del famigerato patto del Nazareno?

27 luglio 2015

di Francesca Trapani

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