Riforma Pa, ok della Camera ai licenziamenti facili

Riforma Pa, ok della Camera ai licenziamenti facili

 madiaROMA – Approvato il ddl delega sulla pubblica amministrazione che rende più facili i licenziamenti. Con 253 sì, 93 no e 5 astenuti, la riforma del pubblico impiego ha ottenuto ieri il via libera della Camera, prevedendo per i dipendenti statali misure più restrittive in materia di licenziamenti, assenze e conferimento degli incarichi.

Approvato dal Senato il 30 aprile scorso, Il provvedimento è stato sostenuto dal Partito democratico, Scelta Civica e area popolare (contrari invece Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Sinistra Ecologia e Libertà, Lega Nord, Fratelli D’Italia Alleanza Nazionale)e introduce un vero e proprio inasprimento delle sanzioni disciplinari nei confronti dei lavoratori: dalle sospensioni ai licenziamenti, il ddl non risparmierà i dipendenti incuranti delle regole, che manterranno comunque il posto, secondo quanto stabilito dall’art. 18,nel caso in cui il giudice accertasse l’assenza di giusta causa. Inoltre, è previsto un giro di vite sulle visite fiscali, che passano dalla competenza dell’Asl a quella dell’Inps.

Anche l’avanzamento di carriera ( e l’assegnazione degli incarichi) sarà molto più controllato e verrà affidato a 3 commissioni, una per lo Stato, una per le regioni, una per i Comuni. Tutti i dirigenti che vorranno acquisire un altro ruolo, dovranno superare la prova concorsuale e ottenere una valutazione positiva sul loro operato. E per le nomine dei manager pubblici è previsto l’intervento di Palazzo Chigi: infatti nel testo si legge che “i procedimenti di designazione di competenza, diretta o indiretta, spetteranno al governo o ai singoli ministri in modo da garantire che le scelte siano oggetto di esame in Consiglio dei ministri”.

L’accesso ai concorsi non dipenderà più dal voto di laurea. Ad ogni prova, che comprenderà anche un test d’inglese, verrà garantita la segretezza dei temi trattati e l’imparzialità delle votazioni.

Infine, il ddl indica il riordino del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l’assorbimento della Guardia forestale nel corpo dei Carabinieri e il dimezzamento delle Camere di Commercio.

Ora il testo tornerà al Senato e dopo la seconda lettura sarà poi attuato con altri decreti, ma il cammino della riforma della Pa si concluderà, a detta di Renzi, entro la fine dell’anno.

Benedetta Cucchiara
18 luglio 2015

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