Festa della Repubblica, Napolitano: ”in memoria delle vittime del sisma”

I festeggiamenti per il 66° anniversario della repubblica italiana sono iniziati oggi dopo un minuti di silenzio per onorare le vittime del sisma che nelle ultime due settimane sta colpendo gli abitanti dell’Emilia Romagna. Festeggiamenti questi che fino a qualche giorno fa erano stati criticati dal “popolo del web” che aveva chiesto di annullare la parata per destinare quei soldi ai paesi terremotati.

Giorgio Napolitano aveva però espresso la sua volontà di festeggiare, seppur in forma ridotta ed in memoria delle vittime, la festa della Repubblica in quanto bisogna sempre dimostrare che si è in grado di andare avanti. Difatti hanno sfilato solo un terzo dei militari (2.000 unità) rispetto a quelli presenti lo scorso anno, assenti i sistemi d’arma, i cavalli ed i tradizionali sorvoli delle Frecce Tricolori. Un 2 giugno sobrio che proietta il suo pensiero ai familiari delle vittime del sisma e agli sfollati.
Così come da tradizione oggi il Capo dello Stato ha prima reso omaggio all’Altare della patria alla tomba del milite ignoto e poi ha assistito alla tradizionale parata ai Fori imperiali assieme alle più alte cariche istituzionali tra cui naturalmente il premier Mario Monti e gli altri ministri. Grande assente il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che negli scorsi giorni si era schierato dalla parte di chi voleva annullare la parata per destinare quei fondi all’Emilia Romagna.

Nel consueto messaggio alle Forze armate Napolitano ha poi ricordato la nascita della Repubblica italiana e reso omaggio ai volontari che stanno aiutando le popolazioni Emiliane più in difficoltà: “Il 2 giugno 1946 gli italiani, risorti dalle sofferenze di due guerre e spezzato il giogo della dittatura, completarono il loro lungo e difficile cammino verso un nuovo stato democratico, i cui principi fondanti trovarono poi mirabile sintesi nella Carta costituzionale, architrave delle istituzioni e supremo riferimento per il paese e per il cittadino. Un riconoscimento particolarmente sentito va ai reparti intervenuti con la Protezione Civile in soccorso dei cittadini emiliani che un disastroso terremoto ha, in questi giorni, così duramente e dolorosamente colpito. Con il loro impegno essi testimoniano ancora una volta la totale dedizione delle Forze Armate alla nostra Italia ed alla sua gente di cui sono nobile espressione. Quei reparti saranno oggi virtualmente al fianco delle unità che sfileranno in Roma.”

Dello stesso pensiero di Alemanno anche Antonio Di Pietro, altro assente alla parata, che dalle pagine del suo blog scrive: “Oggi, mentre le famiglie delle vittime del terremoto piangono i loro cari e intere popolazioni stanno soffrendo, questa costosa parata di reparti militari è una mancanza di rispetto, non solo nei confronti di quelle popolazioni ma anche dei principi della Repubblica. Siamo sorpresi e amaramente stupiti per una tale assenza di sensibilità da parte delle istituzioni dello Stato italiano. Dallo Stato ci si attenderebbe un’identica prova di serietà e concreta solidarietà, non la scelta assurda di buttare al vento alcuni milioni di euro. Mi chiedo se, chi ha deciso di confermare la parata di oggi, si renda conto di quale contraddittorio messaggio simbolico invia ai cittadini una simile sagra dello spreco e dell’insensibilità sociale”.

Polemiche, condite da toni ancor più crudi, anche dalla Lega, Roberto Maroni ha dichiarato durante il congresso della Lega lombarda di aver: “detto che non partecipiamo alle celebrazioni perché riteniamo che queste celebrazioni, queste feste, questi buffet dovevano essere cancellati per dare aiuto concreto alle popolazioni colpite dal terremoto. E’ una decisione che prescinde dal fatto che oggi c’è il congresso della Lega lombarda. Una decisione che vuole sottolineare l’inopportunità di festeggiare un evento, mentre c’è gente che soffre, che è morta, che ha perso tutto e l’aiuto dello Stato poteva e doveva essere molto più concreto che non celebrare una festa facendo buffet e buttando soldi nel cesso”.

Enrico Ferdinandi

2 giugno 2012

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