Renzi esorta gli studenti kenioti: «Diventate leader e non solo follower. Combattete per il vostro Paese»

Renzi esorta gli studenti kenioti: «Diventate leader e non solo follower. Combattete per il vostro Paese»

Il Premier Matteo Renzi affida a Facebook il suo messaggio dall’Africa: «Una strategia di politica estera degna di questo nome non può che mettere al centro dell’interesse italiano l’Africa, le sue potenzialità, le sue contraddizioni, le sue ricchezze. Oggi tra Addis Abeba e Nairobi sui temi della cooperazione, della lotta a terrorismo, del contrasto a immigrazione, dell’impegno comune per il futuro. Inutile dire “Aiutiamoli a casa loro” se poi si tagliano i fondi e non si considera la politica estera una priorità. Dopo anni di immobilismo, finalmente si riparte. Noi ci siamo. L’Italia c’è».

Un viaggio in Etiopia  e Kenia per dire che l’Italia non solo c’è, ma ha anche delle «qualità straordinarie che purtroppo non valorizziamo a sufficienza. Quando facciamo missioni all’estero cerchiamo sempre di mostrare alcune di queste realtà. Oggi ad esempio in Etiopia abbiamo visitato uno dei cantieri più innovativi del mondo, la diga Gibe III». Si tratta di un’operazione tutta italiana che, una volta completatata, sarà in grado di produrre energia pari a quella di due medie centrali nucleari. Per Renzi siamo imbattibili nel settore ingegneristico e delle cosrtuzioni, «abbiamo pochi rivali al Mondo. Eppure sembriamo spesso vivere solo di rimpianti».

Per il Primo Ministro, volato ad Addis Abeba per partecipare alla Terza conferenza delle Nazioni Unite per il finanziamento allo sviluppo, la vera sfida è quella di salvare le vite umane creando posti di lavoro perché «la gente scappa da una condizione di povertà e persecuzione e noi dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione». L’Italia è il naturale ponte tra l’Europa e l’Africa non solo per gli sbarchi dei migranti ma per aiutare questi Paesi con gli investimenti, contribuendo così a far crescere anche le nostre aziende».

Il Premier con questo viaggio vuole testimoniare quanto sia importante riportare la speranza: «Il mio non è ottimismo banale. L’Italia è molto più forte delle sue paure, molto più solida di qualsiasi difficoltà.
Non lasciamo il futuro ai lamenti dei gufi, riprendiamoci il domani centimetro dopo centimetro».

Stesso messaggio di speranza che Renzi rivolge agli studenti kenioti all’Università di Nairobi, ricordando la strage di aprile all’Università Garissa e le sue 150 vittime: «La decisione di attaccare un’università in Kenya è un messaggio non solo per voi ma per ogni cittadino del mondo. Quando un’università è attaccata, è attaccato ognuno di noi. Ma noi non permetteremo mai al terrorismo di averla vinta. Diventate leader e non solo follower. Voi siete i nuovi leader del vostro paese e potete lasciarlo in condizioni migliori. Non so se avrete successo ma dovrete essere leader delle idee del futuro. C’è una grande responsabilità di parte del mondo contro l’Africa ma lo sviluppo di questo continente è nelle vostre mani. Lasciarla in mano altrui è una scusa. Dovete combattere per il vostro Paese».

Simbolo della lotta comune contro il terrorismo sarà ora l’albero piantato nel giardino dell’Università, memoria di quanto la prima sfida contro l’estremismo sia quella della cultura, dell’educazione e della ricerca, perché, come afferma Renzi citando Dante Alighieri: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».

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