Renzi: «La maggioranza assoluta degli italiani è per l’Europa, non contro l’Europa». Sarà vero?

Renzi: «La maggioranza assoluta degli italiani è per l’Europa, non contro l’Europa». Sarà vero?

Euro«Penso sia impossibile fare un referendum sull’Europa e sull’euro in Italia non solo perché lo prevede la Costituzione», ma anche perché «la maggioranza assoluta degli italiani è per l’Europa, non contro l’Europa». Queste sono le dichiarazione fatte da Renzi nel corso di un intervista ad Al Jazeera, aggiungendo che «non c’è alcun contagio economico per l’Italia».

Renzi non ha dubbi e sostiene che «per quanto riguarda l’Eurozona, non è possibile tornare indietro. Sarà un paradosso ma noi dobbiamo andare avanti con maggiore velocità e una determinazione più forte», sottolineando l’esistenza, attualmente, di una separazione tra i Paesi che per primi hanno fondato o sono entrati nell’Unione Europea, la «prima Europa», e quelli dell’Europa orientale, la «nuova Ue».

Per il Primo Ministro non è possibile «immaginare un’Europa senza Grecia. La decisione di Tsipras di fare un referendum ha creato problemi a molti governi» perché fa passare il messaggio che basti convocare un referendum per non pagare il debito. Renzi sostiene invece che ci siano le possibilità che la Grecia resti nell’Eurozona con un accordo corretto e che la vera sfida per la il Governo greco sia dare un messaggio chiaro e deciso di cambiamento nel suo atteggiamento, accettando la proposta economica che permetta al Paese di rimanere nell’Eurozona e di risolvere l’emergenza. Il Premier afferma che non sia infatti possibile immaginare un’Europa senza Grecia, perché Atene porta all’Ue «valori, storia, qualità della democrazia, stile di vite», affermando che «noi dobbiamo investire tutte le nostre risorse» per una Europa che abbia un futuro.

A margine delle dichiarazioni di Renzi, è doveroso ricordare che l’11 maggio 1989 era proprio stato un referendum d’indirizzo, indetto con legge costituzionale 3 aprile 1989, n. 2, a conferire il mandato costituente al futuro Parlamento europeo. In questo referendum veniva chiesto alla popolazione di esprimere la propria opinione sulla necessità di trasformare le Comunità europee in una Unione che fosse però dotata di un Governo responsabile verso il Parlamento europeo, il quale aveva il mandato di redigere la bozza di una Costituzione da sottoporre agli organi competenti degli Stati membri per una sua ratifica. Il progetto inziale era quindi che l’Europa avesse una sua Costituzione e non solo Trattati fra Stati.

Questi sono temi che non hanno mai avuto un confronto popolare perché la previsione costituzionale non consente di sottoporre a referendum i trattati internazionali. Ma esiste la possibilità di leggi costituzionali appositamente studiate per coinvolgere la popolazione italiana, come avviene in altri Stati, nella costruzione di un’Europa – ora subita – non avendo mai avuto in precedenza la possibilità di esprimersi su temi fondamentali come l’entrata nell’euro e relativo cambio pregiudizievole, l’obbligo costituzionale di pareggio di bilancio, sul meccanismo europeo di stabilità o sul fiscal compact.
Il popolo italiano potrebbe di conseguenza chiedere al Parlamento europeo una revisione degli attuali Trattati attraverso una modifica costituzionale interna che preveda un referendum ad hoc. Solo così si potrebbe verificare se «la maggioranza assoluta degli italiani è per l’Europa, non contro l’Europa».

Paola Mattavelli
13 luglio 2015

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