Renzi ai sostenitori di Tsipras: «Volete la Grecia? Prendetevela!»

Renzi ai sostenitori di Tsipras: «Volete la Grecia? Prendetevela!»

oxi«Gli italiani non devono temere nulla», aveva detto Renzi alla vigilia dei risultati del referendum in Grecia. Ma a quanto pare la schiacciante vittoria dei no qualche preoccupazione la solleva, dato che il Presidente del Consiglio ha prontamente convocato il Ministro dell’economia Padoan, che ieri twittava: «L’Italia lavora da sempre per una Europa solidale e più integrata. Era vero ieri e lo sarà ancora domani; regole condivise dai popoli europei servono a garantire stesso obiettivo: il benessere attraverso crescita economica e occupazione».

Quando ormai i politici italiani sostenitori di «oxi» festeggiavano in piazza ad Atene Tsipras come eroe per il risultato elettorale sempre più certo, Renzi dall’Italia commentava piccato: «Volete la Grecia? Prendetevela! Se volete proporre ai cittadini code ai bancomat per venti euro al giorno, se questo volete proporre agli italiani, accomodatevi pure. Io preferisco fare le riforme e tenere fuori l’Italia da questi scenari drammatici. Festeggiano come se a Fermo, Nuoro ed Arezzo potessero aggiungere Corfù e Creta, ma non vedo cosa possano fare insieme Brunetta e Fassina: mi pare una convergenza fantastica».

Ma il referendum di Atene, Renzi lo voglia o meno, ha ripercussioni anche sul suo Governo. Il fronte anti-europeista, dalla Lega di Salvini al M5S di Grillo, oltre a Sel sostenitore di Tsipras, a Fassina o ad alcuni esponenti del Pd che hanno scelto di essere ad Atene per dire no alla egemonia della Merkel, faranno sentire sempre di più la loro voce: euro sì o euro no, la via dell’austerity assolutamente non è più la via da seguire, non solo in Grecia.

Per Renzi il periodo «è complicato, si apre una settimana cruciale: mi risulta che Tsipras voglia trattare, ma molto dipende dalla partita interna tedesca fra la cancelliera Merkel e il ministro delle finanze Schauble. Io spero che una soluzione si trovi, perché se la Grecia uscisse dall’euro sarebbe una catastrofe, un’emergenza umanitaria. Ci sono soldi nelle banche solo fino a domani (oggi, ndr.), non so come possano farcela». Il Premier propone un «terza via tra austerità e tagli ed emergenze e salvataggi. Da settembre bisogna ragionare su come l’Europa deve essere, bisogna rilanciare, chiedersi se non convenga di più all’Europa scommettere su crescita e investimenti piuttosto che vivere di emergenze e salvataggi».

Intanto Salvini rilancia: «L’Europa deve cambiare trattati e moneta. Il no ha vinto: è uno schiaffone agli europirla che ci hanno portato alla fame. Se Renzi non ne prende atto è un folle. Ruspa anche a lui».

Anche Vendola dichiara la sconfitta della Merkel e di Renzi: «È la vittoria dei nemici dell’austerità. Si è aperta una crepa nel nuovo muro di Berlino. La Merkel e la Troika escono sconfitti. Matteo Renzi che ha giocato la parte peggiore, esce sconfitto. Esce vincitrice la democrazia ed esce la necessità di cambiare l’agenda di Bruxelles e mettere al centro i diritti delle persone. Potere al popolo, non alle banche».

Per Luigi Di Maio del M5S: «L’Europa non sarà più la stessa, perché finalmente è passato il principio secondo cui un popolo può decidere il proprio destino. L’unico che crede al derby dracma-euro è probabilmente soltanto il nostro premier, che non avrà neanche letto il quesito del referendum».

«Il problema non è la Grecia, è la ricetta che aggrava la malattia. Speriamo che il popolo greco dia un contributo a un radicale cambio di rotta, che può avvenire solo se vince il no», così commenta invece Fassian, per il quale «è evidente che la Grecia ha problemi seri, ma la cura somministrata in questi anni ha aggravato la malattia e le condizioni di Eurozona e Italia. Il Presidente del Consiglio fa finta di non capire, l’Italia si allinea all’interesse nazionale tedesco, fa un danno all’interesse nazionale italiano. Continuando a far finta che la cura funziona, l’Eurozona va a sbattere».

Paola Mattavelli
6 luglio 2015

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