Fassina sfida Renzi e annuncia la creazione di un nuovo partito di sinistra

Fassina sfida Renzi e annuncia la creazione di un nuovo partito di sinistra

 ROMA – Creare un nuovo partito di sinistra al di fuori del Pd per contrastare la degenerazione della classe politica. È questo l’obiettivo del deputato Stefano Fassina, il quale, dopo due settimane dallo strappo con il Pd, ha annunciato la nascita di una nuova forza politica composta dagli antirenziani.

«Siamo qui per fare un partito politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Vogliamo essere affluente di un fiume che vuole misurarsi con una prospettiva di governo» ha esordito l’ex esponente dem al Teatro Palladium di Roma, sostenendo l’imminente creazione di un nuovo fronte formato da Sel, Civati e la coalizione sociale di Landini, fronte che si lancerà nella sfida delle elezioni amministrative del 2016. E davanti ai delusi della politica del premier, l’ex viceministro dell’Economia e delle Finanze ha voluto illustrare la strategia per il futuro: «Possiamo promuovere comitati su tutto il territorio e quindi costruire una forza per il cambiamento. Una forma-partito rimane lo strumento essenziale per aggredire la degenerazione morale delle classi dirigenti della politica».

Sergio Cofferati e Pippo Civati, entrambi presenti alla convention, hanno accolto con entusiasmo il progetto di Fassina. «Serve generosità da parte di tutti – ha dichiarato Cofferati – ognuno di noi può dare un contributo. La mia generazione non può rivendicare nulla ma deve mettere disposizione di altri l’esperienza che ha accumulato, per costruire una nuova classe dirigente». E anche Civati ha espresso la suo opinione,dando qualche delucidazione sulle caratteristiche che la nuova sinistra deve acquisire: «Qui oggi ci sono storie diverse, secondo me la prima tappa è fare un movimento che abbia un profilo di governo, che mobiliti le persone e che scelga di organizzarsi in modo inedito».

L’obiettivo di Fassina è quello di arrivare già in autunno con un’assemblea e un progetto partitito: il primo intervento sarà quello di contrastare, attraverso il referendum, la riforma della Buona scuola che diventerà legge entro la fine del mese.

Benedetta Cucchiara
5 luglio 2015

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