Passaggio di consegne tra l’uscente Caldoro e l’assente De Luca. Sospensione in vista?

Passaggio di consegne tra l’uscente Caldoro e l’assente De Luca. Sospensione in vista?

 Molto rumore per nulla, verrebbe da dire prendendo in prestito il titolo della commedia Shakespeariana. Alla fine Vincenzo De Luca è stato proclamato ufficialmente Governatore della Regione Campania con 980.743 voti. L’ex sindaco di Salerno non si è però presentato alla sala Arengario del trbunale di Napoli, sede prevista per la cerimonia di insediamento, con la proclamazione fatta dal Presidente della Corte d’Appello, Antonio Buonaiuto.
Saltato di conseguenza il rituale passaggio di consegne con l’uscente Stefano Caldoro, che con un tweet fa sapere: «Proclamazione avvenuta. Avviate le procedure per il passaggio di consegne. Nessuna risposta. Come da prassi lascio il Palazzo».

De Luca, è ormai risaputo, è stato eletto nonostante la sua condanna in primo grado per abuso d’ufficio, che rientra nei casi previsti dalla legge Severino per la sospensione dalla carica. Inoltre il caso De Luca ha la particolarità che lo vede essere stato eletto già nella condizione di condannato, inconciliabile quindi in partenza con il ruolo da assumere.
Il pericolo per De Luca non è ancora del tutto scampato, perché pende sulla sua testa la possibilità di una sospensione. A dimostrazione di quanto non sia così lontano un risvolto in questa direzione, i delegati dei candidati presidenti alla Regione Campania, Valeria Ciarambino per il Movimento Cinque Stelle e Salvatore Vozza per Sinistra al lavoro, hanno presentato una «annotazione al verbale di proclamazione» redatto dall’Ufficio elettorale regionale della corte d’Appello, nella quale si chiede la sospensione di De Luca proprio per la Legge Severino, sostenendo che la sospensione avviene in maniera automatica e che qualsiasi atto a sua firma è nullo.
La richiesta, firmata da Giovanni Mugavero, è la seguente: «L’atto di proclamazione faccia ricognizione, ai sensi dell’art. 8 del decreto legislativo 235/2012 (la legge Severino ndr), dell’immediata conseguente automatica sospensione di diritto dalla carica di presidente della giunta regionale della Campania, dott. Vincenzo De Luca, con ogni conseguenza anche in ordine agli atti – nulli – che lo stesso nella qualità di presidente sospeso, potrò eventualmente adottare».

Anche Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, chiede un intervento da parte del Presidente del Consiglio, rivolgendosi direttamente a Renzi con queste parole: «Non prendere in giro gli italiani, anche tu rischi di commettere un reato. Se a proclamazione avvenuta qualcuno, e mi riferisco al presidente del Consiglio, dovesse ritardare la sospensione, commetterebbe il reato di abuso di ufficio. Ci rivolgiamo a Renzi, emetta un decreto ad horas di sospensione per 18 mesi altrimenti sarà denunciato. Non serviva la proclamazione per far scattare la sospensione ma visto che si è voluta la proclamazione che almeno, ora, faccia scattare immediatamente la sospensione. Renzi game over».
Da Forza Italia si fa sentire anche la voce di Paolo Russo: «Non ci fermeremo alla denuncia mediatica. La colpa di tutto questo non è di De Luca, sia chiaro, ma è del PD e di Renzi. Se siamo qui lo dobbiamo alla scellerata azione del PD e di Renzi».
Per Francesco Sisto la legge è chiara: «Noi siamo sempre stati garantisti, chi ha l’obbligo giuridico di applicare la legge lo faccia. Non c’è alcun dubbio in merito alla sospensione immediata».

Ora resta da capire se l’eventuale sospensione del neo presidente avverrà prima o dopo la proclamazione degli altri eletti, e se prima o dopo la nomina della giunta regionale. Una indicazione arriva però dagli esponenti del PD Paolo Persico e Fulvio Bonavitacola, che hanno presentato un’annotazione in cui si sostiene che «la proclamazione del presidente produrrà effetti solo dopo quella degli eletti».

Paola Mattavelli
19 giugno 2015

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