Stragi Capaci-via D’Amelio: vent’anni dopo ancora contro la mafia

<<Oggi, come è stato detto, non è un anniversario di morte, ma una celebrazione di vite. Di vite rappresentate anche fisicamente dai nostri ragazzi in quest’aula.
Cinquecento chili di tritolo non hanno fermato le idee di un uomo.
Non hanno fermato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e coloro che ne hanno raccolto il testimone.

Erano, come si dice, fedeli servitori dello Stato, ma erano soprattutto persone libere, che in libertà e consapevolezza avevano scelto il bene delle famiglie e del Paese, perché questo significa servire lo Stato: servire il bene comune.
Noi crediamo che ci sia bisogno di una nuova Resistenza contro l’invasione delle mafie, che pervade ormai le nostre città. E siamo impegnati in prima linea come sindaci contro le mafie. Lo sa bene il ministro Cancellieri che ha incontrato i sindaci della Locride. Lo sanno bene le sindache – di Rosarno, Isola Capo Rizzuto, Monasterace – che sono come nuove staffette partigiane. Noi vogliamo aprire una nuova fase di Resistenza.
Credo che Falcone e Borsellino ci abbiano insegnato che con la mafia non basta la repressione>>.

Queste le significative parole pronunciate da Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, oggi durante la giornata di commemorazione del 24 maggio 2012 ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio dove furono uccisi i magistrati Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, con le donne e gli uomini delle loro scorte.
Alle ore 17.58 di del 23 maggio di vent’anni fa un’esplosione, innescata da oltre mezza tonnellata di tritolo sotto l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, all’altezza del piccolo comune di Capaci, provocò un esplosione che ha scosso il nostro paese tanto quanto un terremoto.  

A Palermo quest’oggi, oltre alla commemorazione, alla quale ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  nell’aula bunker con la cerimonia dell’arrivo delle navi della legalità si è svolta anche l’innaugurazione del Memorial in marmo dedicato a tutte le vittime della mafia siciliana.
2600 studenti provenienti da tutta Italia sono arrivati a Palermo questa mattina a bordo di 2 “navi della legalità” partite da Civitavecchia e da Napoli.
Dopo vent’anni e dodici arresti sono ancora molti gli aspetti rimasti oscuri in questi attentanti, a tal proposito quest’oggi il Procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sergio Lari che ha riaperto le indagini sull’attentato a Paolo Borsellino in un’intervista al Gr3 della Rai ha affermato: “Su via D’Amelio si sono già fatti notevolissimi passi avanti. Per quanto riguarda invece la strage di Capaci sono in fase di definizione ulteriori indagini sulle quali devo mantenere il dovuto riserbo, ma che comunque hanno consentito al mio ufficio di ricostruire nuove responsabilità. Rimangono ombre e dubbi sul possibile ruolo di concorrenti esterni rispetto alla deliberazione delle stragi che comunque va ascritta esclusivamente a Cosa Costra. Molto già si è accertato. Non sottovaluterei per nulla i risultati che sono stati acquisiti con queste ultime indagini sulla strage di via D’Amelio e quelli che arriveranno a breve su Capaci”.
Ricordiamo ai nostri lettori che ad oggi sono ancora sconosciuti i nomi degli esecutori materiali delle stragi e che non si escludono intrecci fra mafia e mondo della politica.

Enrico Ferdinandi

23 maggio 2012

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