Emergenza migranti: unione o disunione europea?

Emergenza migranti: unione o disunione europea?

 migrantiLa questione migranti sembra proprio che stia mettendo a nudo come l’Europa sia un continente che “possiede una massima diversità culturale in distanze geografiche minime”, come descritto da  Andreas Kaplan. Una diversità culturale spesso in contrapposizione ed in competizione, dove una imposta unione monetaria non ha significato una unità politica, anzi sembra che le tensioni politiche vadano esacerbandosi e che “i punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame. Le tensioni che si sono create sono l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Europa”, come detto da Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia nel 1998.

Ora, di fronte all’emergenza immigrati sta emergendo come vacilli il senso stesso dell’unione Europea perché non farsi carico di risolvere tutti insieme questo pronlema, vuol dire non farsi carico delle proprie responsabilità. Questo assumersi le proprie responsabilità sarebbe il piano A, “la soluzione preferita, migliore” come sostenuto dal Premier Renzi, ” e se così non sarà siamo capaci di affrontare da soli il problema e questo è il piano B”.
Il comportamento della Francia che sta respingendo i migranti alla frontiera di Ventimiglia, viene definito da Renzi un “atteggiamento muscolare di alcuni ministri di paesi amici che va in direzione opposta. Quella degli immigrati è una vicenda complessa che si gestisce con la solidità di un Paese, il nostro, che non può consentire che la Francia abbia navi nel Mediterraneo e lasci i migranti in Italia. Nessuno egoismo nazionale può chiudere gli occhi. C’è bisogno di tutti, ma se non lo faranno siamo pronti a fare la nostra parte e non abbiamo paura”, ma sarebbe una “sconfitta la stessa idea di Europa”.

Intanto la Commissione europea sta verificando la situazione prodotta dai controlli alle frontiere di Francia, Austria e Svizzera, come comunicato da Natasha Bertaud, portavoce del Commissario UE all’Immigrazione: “Ricordiamo che tutti devono rispettare Schengen e le regole del sistema di asilo europeo”, cioè la registrazione dei migranti giunti in un Paese dell’Unione; la Bertaud ha inoltre comunicato che per domani Dimitris Avramopoulos ha convocato una riunione tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania, a margine del Consiglio affari interni a Lussemburgo.  Il piano della Commissione per la redistribuzione dei richiedenti asilo è definito equilibrato dalla stessa Bertaud.

L’Alto commissario ONU per i diritti umani Zeid Ràad Al Hussein, invita a fare “passi coraggiosi perché l’UE dispone delle capacità per dare rifugio, su un certo numero di anni, a un milione di rifugiati sfollati dai conflitti in Siria e altrove”, ma per la Francia “è l’Italia che deve farsi carico dei migranti”, come detto dal Ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve, che ha precisato che dall’inizio dell’anno “abbiamo avuto circa 8.000 passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6.000 migranti. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen, e l’Italia deve creare dei centri per distinguere i migranti economici irregolari dai rifugiati”.
Per Cazeneuve la Francia non sta bloccando le frontiere: “Ci troviamo di fronte a un fenomeno migratorio di una nuova portata. Chi sono questi migranti? Ci sono molti migranti economici irregolari che vengono dall’Africa Occidentale e non sono dunque oggetto di persecuzioni. Non possiamo accoglierli, dobbiamo riaccompagnarli alla frontiera”.

Stesso discorso per l’Austria, che nega di aver chiuso le frontiere, sostenendo che i “respingimenti sono di routine. Quando ci sono controlli e si trova qualcuno sprovvisto di un permesso di soggiorno legale nell’UE, lo si rispedisce al Paese da dove è entrato”, come affermato dal portavoce del governo austriaco Karl-Heinz Grundboeck.
Mentre in Svizzera sono stati quasi 1.700 i respingimenti al confine con l’Italia nei primi cinque mesi dell’anno.

Il vertice UE dei capi di Stato che si terrà il 25 ed il 26 giugno sarà l’ennesimo confronto per capire se contino di più gli interessi politici interni. Angelino Alfano sostiene: “Noi abbiamo l’agenda Junker, presidente della Commissione, fondata su due pilastri che mi sembrano importanti e che sono un primo passo, anche se insufficienti: il primo pilastro è come cominciare a far cadere il muro di Dublino e cioè ricollocare i richiedenti asilo, anzi, quelli che hanno diritto all’asilo – e anche su questo c’è un negoziato – in tutta Europa. Ossia: l’Italia si fa carico degli sbarchi che hanno un peso e un costo, ma poi vengono i migranti vengono distribuiti equamente in tutta europa. Se si comincia, questa è la strada che porta a far cadere il muro di Dublino. E la seconda cosa, alla quale sono particolarmente affezionato, è quella dei rimpatri: dobbiamo distinguere quelli che hanno diritto all’asilo, perchè scappano da guerre e persecuzioni, da quelli che non ne hanno diritto. Quelli che hanno diritto devono essere distribuiti equamente in tutta europa. Quelli che non hanno diritto devono essere rimpatriati”.

Per il leader del Carroccio Matteo Salvini: “Renzi è un vero fenomeno. Adesso scopre che cosa è l’Europa… Adesso dice che l’Italia fa da sola? Straordinario, è un anno che noi lo diciamo prendendoci solo insulti. Siamo governati da una sinistra fessa che non controlla la frontiera. Io non ho problemi a superare la moneta unica, figuriamoci se mi faccio problemi a rivedere un trattato come quello di Dublino”.
Anche il Movimento 5 Stelle è contro il Premier: “Sentiamo Matteo Renzi parlare di piano B per risolvere l’emergenza immigrati. Forse ci siamo persi il piano A, perché finora dal governo non si è mosso proprio nulla: né un provvedimento d’urgenza, né una misura per contenere il caos incontrollato. Questo esecutivo su tutto sarà ricordato per non aver saputo prevedere e reagire ai continui flussi migratori provenienti dal Nord Africa. Siamo in mano al nulla”.
Mentre Gianfranco Librandi (Sc) propone di boicottare i prodotti francesi.

Paola Mattavelli
16 giugno 2015

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