Pd contro Azzollini, sì alla richiesta d’arresto per il senatore Ncd

Pd contro Azzollini, sì alla richiesta d’arresto per il senatore Ncd

imageROMA – Il Pd è favorevole ai domiciliari chiesti dalla procura di Trani nei confronti di Azzollini. È il presidente dem Orfini a togliere qualsiasi dubbio, autorizzando il sì dei democratici alla richiesta d’arresto del senatore Ncd e presidente della commissione bilancio Antonio Azzollini, indagato per il crac della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie.

«Noi siamo garantisti, non mandiamo a casa nessuno per un avviso di garanzia. Ma qua parliamo di una richiesta d’arresto»avrebbe detto il premier Matteo Renzi ai suoi fedelissimi di Palazzo Madama, una dichiarazione che non è stata accolta da tutti i democratici allo stesso modo. Il vice capogruppo Pd Giorgio Tonini ha invitato il premier a una maggior prudenza e discrezione nella gestione di un caso che divide il Ncd e che potrebbe mettere in pericolo la tenuta della maggioranza. «Se salta l’Ncd qua salta tutto. Quel gruppo è già in tensione fra chi vuole uscire e chi vuole continuare a sostenere il governo, per cui occorre procedere con tatto, cercando di non urtare sensibilità- ha dichiarato Tonini invitando il premier alla diplomazia e non alle manette facili- Il minimo che il Pd chiederà all’alleato è quello di convincere l’indagato a fare almeno un passo indietro dalla presidenza della Bilancio».

Mentre il gruppo parlamentare al Senato Ncd e Udc ha serrato le fila attorno al collega indagato, esprimendo «all’unanimità vicinanza umana e solidarietà politica e riconoscendo la trasparenza dell’operato e la correttezza istituzionale», Renato Brunetta di Fi ha ribadito la linea dura del partito: «Siamo sempre e comunque garantisti. Lo siamo stati con Genovese, un parlamentare del Pd e proprio il Pd ha votato per il suo arresto. Noi siamo garantisti sempre e comunque».

A seguito del Caso Castiglione e dell’attuale nodo Azzollini, il ministro dell’interno e leader del Ncd Angelino Alfano ha voluto rassicurare il premier sulla tenuta della maggioranza, ma ancora nessun colloquio tra i due leader ha chiarito definitivamente la questione.

Benedetta Cucchiara
12 giugno 2015

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