Maroni dice «no a nuovi clandestini in Lombardia». Per Zaia «il Veneto è una bomba pronta a scoppiare»

Maroni dice «no a nuovi clandestini in Lombardia». Per Zaia «il Veneto è una bomba pronta a scoppiare»

 migrantiL’accoglienza dei migranti è un’urgenza che non smette di scatenare polemiche. Ci sono oltre millequattrocento migranti sbarcati tra Palermo e Trapani, continue richieste di aiuto che arrivano alla Guardia Costiera, e c’è la Libia ad avere una bomba umana pronta ad esplodere rappresentata da un numero di migranti prossimi a partire che oscilla tra i 450.000 e 500.000.

La voce di Maroni si fa sentire e a questo proposito lancia un monito agli amministatori lombardi: «Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza ».

Le parole di Maroni hanno dato il via ad una serie di reazioni, di quanti seguono la stessa linea e di quanti invece contrastano una mossa considerata non istituzionale.

Il neo governatore della Liguria Giovanni Toti appena sarà in carica non intende accogliere altri migranti e vede il comportamento di Maroni come legittimo: «Quello dei migranti è un problema che dovrebbe essere risolto a monte e invece viene scaricato a valle».

Anche Zaia, Governatore del Veneto, è stanco di come venga gestito il flusso migranti: «Siamo alla follia, con un governo inadeguato che sui documenti ufficiali ci invita a gestire la fase acuta dell’immigrazione. Quando invece sappiamo tutti che non è acuta, è cronica. Smettiamola con l’ illusione di poter sopportare e gestire un esodo biblico. Le vite umane si salvano, senza se e senza ma, non si discute, però il Veneto è una bomba che sta per scoppiare. In Veneto abbiamo cinquecentoquattordicimila immigrati regolari, pari a quasi l’ undici per cento della popolazione. Di questi, quarantaduemila non hanno un lavoro. Insieme a Emilia Romagna e Lombardia siamo i più accoglienti. Basta».

Il Premier Matteo Renzi spinge però nella direzione del rispetto di un atteggiamento istituzionale da parte dei Governatori del Nord, sottolineando che «qualcuno di loro era al Governo quando si sono scritte le regole che non stanno funzionando. L’Italia ha scelto una strategia, e Maroni dovrebbe saperlo, che ha portato agli accordi di Dublino e alle attuali regole che non sono capaci di dare soluzioni, perché lasciano l’Italia da sola. E mi piacerebbe che tutti riconoscessero che il problema dell’immigrazione è una sfida di tutto il Paese e cercassero di aiutare a risolvere il problema invece di lucrare mezzo voto. Noi siamo disponibili a cercare una soluzione anche con chi fa demagogia». Certo è che le proposte dell’UE sulla suddivisione dei migranti al momento sono largamente insufficienti ma Renzi sostiene che è difficile parlare di immigrazione e chiedere un coinvolgimento dell’UE quando alcune Regioni del tuo Paese dicono che il problema non li riguardi.

A considerare illegittimo l’intervento di Maroni c’è anche il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico (Pd): «Il problema dobbiamo risolverlo alla radice: bloccare le partenze. Ma fino a quando le partenze ci sono, sino a quando le persone rischiano di morire in mare noi abbiamo il dovere di salvarle e di aiutarle. Non ho parole per commentare la posizione di Maroni, le Regioni hanno compiti, prerogative, responsabilità importanti pari a quelle dello Stato».

Per Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci, non è accettabile che si minaccino, in modo illegale e ritorsivo, riduzioni di risorse ai Comuni che ospitano profughi: «Non è nei poteri di un Presidente di Regione decidere quale politica di accoglienza di profughi persegue il nostro paese».

Reazione contraria anche del Presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino: «Mi sembra evidente la strumentalità politica di Maroni sull’immigrazione e forse bisognerebbe avvertirlo che la campagna elettorale è finita. Un’eventuale interruzione dei trasferimenti ai Comuni sarebbe oggetto di innumerevoli ricorsi. Ad Alfano abbiamo poi chiesto di continuare a lavorare sulla ricerca degli hub regionali, ma anche sullo screening dei migranti e la distribuzione in tutti i comuni del territorio, naturalmente facendo un lavoro equilibrato. È importante poi, ma qui dipende da Viminale, accelerare il lavoro delle commissioni perché non si può aspettare un anno per sapere se una persona ha o meno il diritto all’asilo. Bisogna potenziare il sistema Sprar perché altrimenti tra un po’ i soldi finiranno davvero».

Maurizio Landini usa la parola «barbaro» per riferirsi alla modalità usata per affrontare l’emergenza migranti: «Non si può adottare una logica di condominio, chiudere la porta del condominio e risolvere il problema», mentre all’opposto Matteo Salvini si dice pronto come Lega a bloccare le Prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini.

Una risoluzione a questa emergenza sembra ancora molto lontana, si naviga in cattive acque verrebbe ironicamente da dire, ma le carrette del mare, con il loro carico di essere umani, navigano in acque peggiori e avvicinandosi sempre di più verso le nostre coste rendono assolutamente necessario sostenere l’insostenibile.

Paola Mattavelli
8 giugno 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook