Regionali 2015, 5-2 il risultato finale

Regionali 2015, 5-2 il risultato finale

schede spoglio-3Cinque a due, questo il risultato delle Regionali 2015: il Pd mantiene la guida della Puglia, delle Marche, dell’Umbria, della Toscana e conquista la Campania con Vincenzo De Luca; perde il Veneto che resta fedele alla Lega e soprattutto perde aspramente la Liguria che, con Giovanni Toti, finisce nelle mani del centrodestra. In fin dei conti il Pd è il primo partito con il 23,7%; il M5s è il secondo con il 18%, terzo la Lega al 12,5%, poi Forza Italia con il 10,7%, Fratelli d’Italia al 4,2% e infine Area popolare al 3,5%.

In Toscana il governatore uscente Enrico Rossi (Pd) ha superato il 40% necessario ad assicurarsi la vittoria al primo turno, conquistando 48 per cento. Al secondo posto Claudio Borghi, candidato della Lega Nord, intorno al 20%.

In Campania il candidato del Pd Vincenzo De Luca vince le elezioni con il 40 per cento e, di conseguenza, con un vantaggio di circa due punti su Stefano Caldoro, governatore uscente del centrodestra. Al terzo posto, Valeria Ciarambino (M5s).
In Veneto il presidente uscente Luca Zaia (Carroccio) riconquista la regione superando il 50%. Molto distanziata la candidata del Pd Alessandra Moretti (23%).

In Puglia, Michele Emiliano (Pd) si attesta intorno al 47%. Per il secondo posto un testa a testa tra la  candidata del M5s Antonella Laricchia e  Francesco Schittulli (fittiani, FdI e moderati di Area Popolare) intorno al 18%. Emiliano ha annunciato che intende nominare Laricchia assessore: “Io lo farò, vediamo se lei accetterà”. Ma dalla grillina è già arrivato un secco rifiuto.

Nelle Marche il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli supera quota 40% delle preferenze. Al secondo posto Gianni Maggi (M5s) col 21% seguito da Francesco Acquaroli (centrodestra) intorno al 19% e soltanto al quarto posto Gian Mario Spacca, governatore uscente.

Più aspra la situazione in Liguria, dove Giovanni Toti, con l’appoggio dell’intero centrodestra, strappa la Regione al centrosinistra ottenendo il 34%. Raffaella Paita si ferma intorno al 28%, Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) sfiora il 25%.

Una dura sconfitta, invece, l’ha avuta la Politica italiana. A rivelarlo sono le statistiche: sul fronte dell’affluenza il dato si ferma al 52,2% dei votanti, una percentuale che testimonia la disaffezione forte nei confronti della politica. Basti pensare che alle regionali del 2010 andò alle urne il 64,19% degli aventi diritto e che nel 2005 si raggiunse addirittura il 72%.

Mirko Olivieri
1 giugno 2015

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