Regionali, Renzi:«Non è un test su di me». E le opposizioni insorgono contro la violazione del silenzio elettorale

Regionali, Renzi:«Non è un test su di me». E le opposizioni insorgono contro la violazione del silenzio elettorale

 «Non è un test su di me». Alla vigilia delle elezioni regionali, il premier Matteo Renzi ha ribadito di non temere la prova elettorale, parole che hanno squarciato il silenzio pre elezioni scatenando le polemiche delle opposizioni.
Dal festival dell’economia di Trento, il premier ha dichiarato di essere ottimista come sempre e ha invitato tutti a valutare la chiamata alle urne in modo diverso. «Dobbiamo abituarci a considerare le elezioni per quelle che sono», ha ribadito Renzi, sottolineando che l’esito del voto «non avrà conseguenze sulla tenuta del governo».

La violazione renziana del silenzio elettorale ha scatenato le polemiche dell’opposizione, in primis Pippo Civati, il quale ha espresso tutta la sua indignazione per i commenti del premier: «Avevamo chiesto al presidente del Consiglio e al segretario del maggior partito italiano di evitare la comparsata al Festival dell’Economia, nel giorno del silenzio elettorale. Ovviamente non l’ha fatto, fregandosene altamente delle regole e del buon gusto». A questa dichiarazione è seguita una nota al vetriolo dello stesso Civati: «Palazzo Chigi informa che nel giorno del silenzio elettorale Renzi interverrà ad un’iniziativa pubblica a Trento. Prima di lui solo Berlusconi, alla vigilia delle elezioni politiche il sabato 23 febbraio 2013, violò il silenzio. Ma almeno per un giorno può evitare di parlare?».

Più dura la reazione del M5S, che ha minacciato di presentare un esposto in Procura contro il comizio illegale dell’ex sindaco di Firenze . «Non basta aver tappezzato la città di Trento con l’immagine del segretario Pd, in occasione del Festival dell’Economia – ha accusato il pentastellato Riccardo Fraccaro – Renzi rompe il silenzio elettorale con una vera e propria propaganda di regime».

Benedetta Cucchiara
31 maggio 2015

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