Divorzio breve: da oggi in vigore le nuove regole

Divorzio breve: da oggi in vigore le nuove regole

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ROMA- Sono entrate in vigore oggi le nuove norme sul “Divorzio breve”, il provvedimento approvato, lo scorso 22 Aprile e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 Maggio, prevede una riduzione dei tempi di separazione.

Fino a ieri lo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei due coniugi non prima di tre anni dalla separazione. Con le nuove regole il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per la separazione consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Altre novità per quanto riguarda la comunione dei beni: si scioglierà dal momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento in cui verrà sottoscritta la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. L’ultimo articolo della legge prevede, inoltre, che le nuove norme siano applicate anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della riforma.

Un provvedimento al quale si è arrivati non senza difficoltà. “Una rivoluzione copernicana per il nostro Paese” – così commenta l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani. “È un primo passo – prosegue l’avvocato – verso una riforma più radicale, con cui la separazione potrebbe diventare facoltativa e non obbligatoria per divorziare. In alcuni Paesi europei, infatti, è possibile già il divorzio diretto”.

Il Presidente presenta però qualche perplessità sulla durata minima di 12 mesi , nei casi di separazione giudiziale, del periodo per poter chiedere il divorzio. “Non mi convince – afferma – è uno slogan inapplicabile, data la lentezza e la complessità dei procedimenti civili nel nostro Paese”. Secondo Gassani la legge porterà dei vantaggi di tipo psicologico e sociale a chi si trova a vivere la fine di un matrimonio, secondo l’avvocato, infatti, la nuova norma “Porterà a evitare le asprezze che aumentano tra i coniugi nel periodo molto duro che si vive in attesa di una sentenza e sarà un incentivo alle separazioni consensuali, nelle quali c’è bisogno solo di pochi mesi per definire la situazione”.

Marilena Tuveri

26 maggio 2015

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