Regionali 2015, l’astensionismo sarà il vero vincitore?

Regionali 2015, l’astensionismo sarà il vero vincitore?

Il partito più temuto in queste Regionali sembra proprio essere quello siglato “Astensionismo”. Si ha paura del non voto, dell’incertezza destabilizzante del partito che raccoglie una fetta importante dell’elettorato.

Iniziano così gli appelli a “non rimanere a casa e non andare al mare, ma andare a votare. Chi rinuncia al voto rinuncia a un pezzetto del futuro”, come quello di Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme istituzionali, a conclusione del suo intervento a Firenze per sostenere il candidato governatore Enrico Rossi, “se alcuni partiti hanno imbarazzo per la scelta dei candidati qui in Toscana noi abbiamo l’imbarazzo della scelta”.

Nichi Vendola è convinto che “l’astensionismo sarà il vero vincitore”.
Anche Matteo Salvini sprona insistentemente l’elettorato veneto a votare Zaia, ma rimane sicuro del fatto  che “in giro c’è un’aria molto positiva e con l’aiuto di tutti i cittadini può essere una data storica per noi”, perché Renzi è alla “canna del gas”.

La speranza di Renzi e del Pd punta alla vittoria di almeno sei Regioni su sette ma Berlusconi auspica il ripetersi del “miracolo del 2000, quando ci davano perdenti e vincemmo; mandiamo a casa il governo Renzi, come allora facemmo con D’Alema”, come detto a Salerno, “abbiamo governi non eletti dal popolo” e si deve fare in modo che i “moderati da maggioranza numerica diventino maggioranza politica”.

Nel Veneto pare certa la vittoria della Lega, ma in Liguria ed in Campania rimane l’incertezza, dettata anche del M5S. Genova soprattutto catalizza in questo momento l’attenzione di Renzi, Berlusconi e Grillo, che potrebbero decidere di chiudere qui la campagna elettorale il prossimo 29 maggio.
Per Pippo Civati sarà proprio la Liguria ad avere “un valore nazionale perché è la prima volta che un pezzo di Pd si stacca dalla casa madre e prova a fare qualcosa di diverso dal solito”.

In Umbria e nelle Marche per il momento aleggia l’incertezza anche se la previsione di voto sembra propendere per il centrosinistra, come incerta sembra la Toscana, anche se la Lega spera di avere il proprio candidato Pd Rossi al ballottaggio. Stessa situazione in Puglia, dove lo scontro elettorale ha visto in campo la lotta interna al centrodestra fra fittiani e berlusconiani, e le accuse di voto di scambio riguardanti i Dem. Il candidato Governatore Michele Emiliano a tal proposito ha chiesto di introdurre una nuova legge elettorale per combattere “una pratica purtroppo legittima ma schifosa: quella che vede il pagamento dei cosiddetti conta voti, ammettendo inoltre che “ci hanno sputtanato” sulla base di questa pratica, chiedendo di “farne a meno”.

Anche in Sicilia non mancano le denunce, come quella fatta dal senatore Mario Giarrusso che sul sito di Beppe Grillo che parla di presenza ad un suo comizio di boss mafiosi con esponenti Dem, definite però dal Pd come una “spregevole macchina del fango”.

Sono attesi per martedì prossimo i risultati della verifica delle candidature chiesta dalla Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi fatte “in base al codice di autoregolamentazione per la formazione delle liste elettorali”.

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