Ok della Camera al ddl Scuola. Camusso: “La battaglia continua”

Ok della Camera al ddl Scuola. Camusso: “La battaglia continua”
05/05/2015 Roma, manifestazione nazionale contro il ddl del governo sulla Buona scuola, nella foto il segretario della Cgil Susanna Camusso con il segretario della Uil Carmelo Barbagallo

05/05/2015 Roma, manifestazione nazionale contro il ddl del governo sulla Buona scuola, nella foto il segretario della Cgil Susanna Camusso con il segretario della Uil Carmelo Barbagallo
05/05/2015 Roma, manifestazione nazionale contro il ddl del governo sulla Buona scuola, nella foto il segretario della Cgil Susanna Camusso con il segretario della Uil Carmelo Barbagallo

ROMA- Approvato dalla Camera il ddl della riforma Scuola con 316 sì, 137 no e 1 astenuto. A favore hanno votato Pd, Area popolare, Scelta civica, Per l’Italia-Centro democratico, Psi, Minoranze linguistiche; contrari M5s, Forza Italia, Lega, Sel, Fdi-An, Alternativa libera: il provvedimento potrà passare all’esame del Senato.
“Siamo tutti un po’ stanchi, ma molto molto felici. Credo si faccia un grande cambio culturale. Il primo articolo – ha spiegato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini – riassume quello che abbiamo fatto. Intendiamo offrire una scuola di qualità, aperta e inclusiva. Si conclude una maratona cominciata quasi un anno fa, che è stata, contrariamente a quanto si è voluto dire, anche inusuale per l’ascolto continuo di tutta la società. Al mondo della scuola dico: abbiate fiducia di essere protagonisti dell’autonomia”. In seguito precisa: “I pilastri del provvedimento non saranno toccati in Senato”.
Soddisfatta anche la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi che era stata al centro delle polemiche scaturite dalla riforma della “buona scuola”: “Abbiamo rispettato – ha affermato con grande orgoglio – gli impegni che avevamo preso soprattutto con i tempi perché sappiamo che ci sono 100mila assunzioni in ballo per il prossimo anno scolastico”.
Continua, inevitabilmente, a difendere la riforma anche il Premier che, ai microfoni di RTL 102.5, ha ancora un volta evidenziato l’importanza del ddl soprattutto dal punto di vista del merito: “Siamo disponibili a valutare il come, ma l’importante è che ci sia un principio: agli insegnanti bravi vanno dati soldi in più”. Anche sul ruolo del preside, Renzi non indietreggia: “Io non lo voglio un preside burocrate o passacarte. La riforma della scuola prevede che il preside possa individuare i professori più adatti alla scuola. Questo non è un preside sceriffo, è un preside che si prende qualche responsabilità in più”. Puntando il dito contro i sindacati, ha aggiunto: “Possiamo dire che l’Italia è di tutti e non solo dei sindacati? Sì, possiamo dirlo”.

Nonostante la soddisfazione espressa dal Governo, nelle piazze delle maggiori città italiane continuano le mobilitazioni. “Il ddl appena approvato alla Camera non è buona scuola, ma autoritarismo e diseguaglianza – ha affermato Alberto Irone, portavoce nazionale Rete Studenti Medi -. Abbiamo chiesto tutti insieme di cambiare i punti chiave del testo, ma il Governo non ha voluto ascoltare il mondo della scuola. Questo ddl così è inaccettabile. Questa non è autonoma scolastica, basata sulla cooperazione, la democrazia, la lotta alla diseguaglianza: è una scuola-azienda che produce diseguaglianze. Ora partirà una grande mobilitazione nelle scuole per chiedere di stravolgere questo ddl al Senato. Tutto il mondo della scuola, unito, continuerà a manifestare contro questo provvedimento”.
Anche alcuni esponenti delle opposizioni hanno preso parte alle manifestazioni: “E’ la cosa più di destra che il governo potesse fare – ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola -. I sindacati e i professori hanno il diritto di portare fino alle estreme conseguenze la loro battaglia”.
In prima fila anche il leader della Cgil Susanna Camusso: “Con il voto di oggi non si chiude la battaglia, che continua. Si dice che ci vorrebbe davvero una buona riforma della scuola. Questa non lo è, è legata a una logica emergenziale e non a un progetto sul valore dell’istruzione nel nostro Paese, di coesione sociale e di uguaglianza che la scuola deve avere. La piega invece a un’idea di efficientismo”

Mirko Olivieri

21 maggio 2015

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