Quirinale: niente cumulo per i dipendenti, compreso il Presidente della Repubblica

Quirinale: niente cumulo per i dipendenti, compreso il Presidente della Repubblica

Una delle prima azioni del neoeletto Presidente della Repubblica Mattarella è stata di firmare un decreto presidenziale che disponesse l’estensione della legge che prevede un tetto massimo di duecentoquarantamila euro per i dipendenti pubblici. Questa firma ha quindi introdotto un divieto di cumulo, valido anche per la sua retribuzione, da cui ne è scaturita la riduzione dell’assegno a lui spettante per legge, come si legge in una nota del Quirinale: «Con l’introduzione del divieto di cumulo nella presidenza della Repubblica, diversi Consiglieri del Capo dello Stato svolgono le loro funzioni senza alcun compenso, mentre per altri il compenso risulta fortemente ridotto. Il segretario generale, Ugo Zampetti (che prende una pensione come ex segretario generale della Camera ndr.), aveva già rinunciato autonomamente a ogni compenso al momento dell’ assunzione dell’incarico. Con lo stesso decreto il Presidente della Repubblica ha disposto l’applicazione, all’interno della Presidenza della Repubblica del tetto alle retribuzioni previsto dalla legge per i pubblici dipendenti, anch’esso non direttamente vincolante per gli organi costituzionali. Dai due provvedimenti deriva un consistente risparmio di risorse pubbliche».

Nel pratico accade che l’ammontare dell’unica pensione di Mattarella, quella cioè di professore universitario, viene totalmente detratta dal suo stipendio da Presidente della Repubblica, grazie all’introduzione di questo divieto di cumulo tra stipendio e pensioni erogate da pubbliche amministrazioni previsto dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 489, che però, senza la firma di Mattarella, non sarebbe stata estesa agli organi costituzionali.

Questo atto del Presidente Mattarella segna un ulteriore passo sulla strada del risparmio intrapresa a suo tempo da Napolitano attraverso una serie di misure di bilancio. Infatti nella lista delle spending review presidenziale, oltre al divieto di cumulo, ci sono anche l’apertura al pubblico di alcuni saloni del Quirinale e la regolamentazione dell’uso delle auto blu del Palazzo.

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