Affondare i barconi in Libia per combattere l’immigrazione? Renzi dice sì

Affondare i barconi in Libia per combattere l’immigrazione? Renzi dice sì

 I 1.750 immigrati morti dall’inizio del 2015, trenta volte in più rispetto allo stesso periodo del 2014, fanno avanzare ipotesi drastiche, come il bombardare i barconi degli scafisti nel porto di partenza. Già nelle scorse settimane il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ne aveva parlato come possibile metodo per impedirne la partenza: «Noi da soli non possiamo farlo ed è in corso un negoziato con ONU e UE per avere, in un quadro di legalità internazionale, l’autorizzazione a questo intervento».

Ora a riproporlo è il Premier Matteo Renzi dicendo che «è un’ipotesi che è stata praticabile in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire. Mi aspetto una risoluzione ONU complessiva, poi valuteremo. Quello della distribuzione dei migranti in UE è una proposta che arriva dalla Commissione, mi sembra seria. Ci sono alcuni Paesi che non la vogliono, capisco la loro resistenza, ma è chiaro che non può essere solo l’Italia a farsene carico».

Per Renzi l’Italia non è più sola come accadeva con Mare Nostrum. Il fenomeno dell’immigrazione è di proporzioni globali ed è un’emergenza che esige una risposta da parte dell’intera Europa. Un’operazione militare, che colpisca al cuore i trafficanti di esseri umani distruggendo i barconi della morte, è considerata uno strumento efficace contro gli «schiavisti del XI secolo».

La Libia, Paese da cui partono i barconi, non è però favorevole all’auspicato intervento militare europeo e boccia ogni ipotesi a riguardo: «Non ci hanno mai consultati, non accetteremo mai militari sul terreno» e sarebbe complicato distinguere queste imbarcazioni da altre; questa la posizione dell’ambasciatore libico all’Onu, Ibrahim Dabbashi, che chiede invece di armare il governo riconosciuto di Tobruk. Solo in questo modo si potrà riprendere le redini dell’intero Paese, perché schierare, come ipotizzato, più imbarcazioni al largo delle coste libiche per soccorrere le persone è un’idea «totalmente stupida» che spingerebbe ancora più migranti a partire dalla Libia, congestionando maggiormente il Paese e rendendo difficoltoso il controllo da parte delle autorità locali.

L’Italia rimane in attesa che tecnici e diplomatici europei definiscano al più presto un piano con le possibili azioni di intervento. Al vaglio ci sono operazioni  nelle acque interne libiche per poter arrestare gli scafisti, il sequestro e, appunto, la distruzione delle imbarcazioni.

Intanto  sui social network impazzano battute e commenti sarcastici contro Renzi:«Cercasi benpe nsanti che diano del razzista a Renzi come hanno fatto con Salvini».
«Quando lo dicevamo noi, eravamo degli sciacalli. Mi dispiace che Renzi arrivi tardi e male», ironizza Salvini, sopravvissuto  al recente “puccettamento” di molti utenti Facebook.

Paola Mattavelli
13 maggio 2015

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