L’Italicum è una «questione di fiducia». Cosa significa?

L’Italicum è una «questione di fiducia». Cosa significa?

 bandiera_italiaGiorni di votazioni e turbolenze per l’approvazione della legge elettorale Italicum, il cui destino sembra legato ormai a filo doppio con la stessa esistenza dell’esecutivo. Il Premier Renzi pare non aver esitazioni, affermando più volte che se non passa l’Italicum il Governo cade.

Ma prima di arrivare a quel giorno verrà fatto tutto il possibile affinché Governo e legge rimangano in vita, e uno dei mezzi a disposizione è porre la «questione di fiducia» su una legge o su un emendamento della stessa, rendendo l’approvazione di una legge come parte fondamentale della propria azione politica. In questo modo un Governo che non ha una forte maggioranza parlamentare può ricompattarla, annullando i franchi tiratori protetti dal voto segreto, evitando di conseguenza l’ostruzionismo dell’opposizione e garantendosi un appoggio quantomeno formale. Il voto di fiducia non è segreto proprio per fare in modo che ognuno si assuma la responsabilità della propria decisione.

Viene bypassata cioè la facoltà che il Parlamento ha di rifiutare o modificare una legge, facendo in modo che la legge passi così come è stata presentata; ponendo la fiducia, tutti gli emendamenti decadono, quindi giocoforza per passare la legge deve essere votata senza modifica alcuna. Nel caso non dovesse accadere, il Governo decade e si dimette, in quanto la propria permanenza in carica dipendeva appunto dall’approvazione della legge.

L’istituto giuridico della questione di fiducia» è riservato al Governo ed è collegato al rapporto fiduciario che lega il mandante (Parlamento) al mandatario (Governo) nel momento iniziale della presentazione di questo alle Camere, attraverso l’approvazione della mozione di fiducia che lo immette nei pieni poteri di direzione dell’esecutivo.

In Italia la «questione di fiducia» non è prevista dalla Costituzione ma è disciplinata dai regolamenti interni della Camera (art. 116 del 1971) e, in modo più succinto, del Senato nonché dalla legge n. 400/1988. Il voto di fiducia è ispirato all’art. 94 della Costituzione della Repubblica Italiana, che dice che il Governo deve ottenere la sua legittimazione entro dieci giorni dall’insediamento, e questo può accadere anche a Governo già formato.

Il regolamento della Camera è molto restrittivo nell’elencare i casi in cui il Governo non può porre la questione di fiducia; tra questi figura la revisione costituzionale. Ci sono invece altri due casi in cui il Governo può incalzare la maggioranza per l’approvazione di una mozione di fiducia: dopo un «rimpasto» cioè una modifica nella composizione del Gabinetto e successivamente alla modifica del programma di Governo.

Paola Mattavelli
30 aprile 2015

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