25 aprile 2015: 70esimo anniversario della Liberazione

25 aprile 2015: 70esimo anniversario della Liberazione

 25 aprile“Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.” Piero Calamandrei

È, in fondo, questo che si celebra nell’odierna data: vite, sacrifici, libertà. E, in virtù di ciò, si nutrirebbe la convinzione che la frase d’apertura si configuri un po’ come il mantra della nostra storia, ma invece, con rammarico, non è una cosa così facile da poter ammettere.

Abbiamo dimenticato la storia, le gesta, i patimenti e le vittorie del nostro popolo, o, forse, tanti non li hanno mai saputi. Proprio quei “tanti”, vuoi per un erroneo populismo destroide che associ questa ricorrenza ad un “generico comunismo” vuoi per dimenticanza, ammettono di “non sentire propria la Liberazione”, il che, a pensarci, è un qualunquismo deprimente.

Montanelli, con lungimiranza, affermò in un’intervista di ricordare questa definizione dell’Italia: “L’Italia è un Paese di contemporanei: senza antenati, né posteri, perché senza memoria”. È davvero questo il nostro destino, il declino della nostra memoria? Si spera di no, ma il timore aleggia ogni qual volta un giovane contemporaneo, appunto, si rifiuti di conoscere le missioni partigiane, la Resistenza, l’antifascismo, poiché sembrano “valori distanti”, appagatisi sufficientemente nel contesto in cui sorsero. Può davvero essere così? Si tratta solo di un contesto storico?

Deleuze, un grande filosofo, sosteneva, in breve, che i concetti (o, nel nostro caso, gli ideali) nascono da momenti storicamente individuati e per bocca di qualcuno in particolare, ma, destinati all’eternità intellettiva, si possono trasmettere nei secoli e, di volta in volta, possono essere attualizzati, interiorizzati, contestualizzati in nuove circostanze, poiché i concetti parlano sì per bocca dei creatori, ma anche, e soprattutto, per bocca dei posteri. Che bello sarebbe se davvero questo potesse diventare il nostro nuovo destino.

“Italiani” che urlano contro il primo capro che la cattiva politica e la dittatura mediatica propongono loro, ma che non sanno niente di se stessi, del proprio ethos, dei propri eroi, o, ancora, “Italiani”, forse anche giovani, troppo impegnati nella bufera della modernità (o, forse, del post-moderno) da non avere interesse e attenzione per cose che, pur non rendendosene conto, attraversano anche loro, da sempre, e si intersecano con le loro possibilità, e prima fra tutte quella di vivere liberamente alcuni aspetti della propria vita, senza gratitudine né riconoscenza, che Italiani sono?

A qualcuno la propria storia non importa, o non importa ancora, nell’era in cui basta digitare una parola su Google: “Resistenza italiana”.

Riscopriamo in questo giorno le nostre radici, valorizziamo gli uomini e le donne che, coraggiosamente, consacrarono la propria esistenza all’ottenimento della libertà per il proprio popolo, ascoltiamo le loro storie, impariamo la loro lezione, poiché, alle volte, per quanto universali siano alcuni ideali, andrebbero rispolverati. Il sonno della memoria non fa mai bene.

Non facciamo che una delle “poche manifestazioni davvero democratiche” (Pasolini) del nostro passato rimanga relegata in un generico “ieri”, senza seguito e troppo distante perché a noi possa davvero importare.

Ricordiamo, per concludere, quei momenti in cui la presenza di un vero nemico comune – non come oggi, in pratica – appianava, autenticamente, le divergenze e i vari antagonismi ideologici, consentendo che la Resistenza, movimento di respiro nazionale, ricacciasse il nemico nazista e consegnasse alla giustizia quello fascista.

Di seguito, il link della mappa delle varie iniziative organizzate per celebrare la Liberazione come invito a condividere, partecipare, informarsi, ricordare:

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/mappe/festa_liberazione_eventi_25_aprile_piazze_70_anni_anniversario_appuntamenti.html

Antonio Pandolfi
25 aprile 2015

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