LETTERA IN ARRIVO A TUTTI I DOCENTI PER SPIEGARE LA RIFORMA “Ridicolo protestare contro un governo che assume”, Matteo Renzi.

LETTERA IN ARRIVO A TUTTI I DOCENTI PER SPIEGARE LA RIFORMA “Ridicolo protestare contro un governo che assume”, Matteo Renzi.

 IMG_0423Nel corso della riunione sul ddl Scuola tenutasi nella giornata di ieri presso il Nazareno, Matteo Renzi ha preannunciato l’invio di una lettera destinata a tutti i docenti italiani. Dopo aver appreso che gli insegnanti scenderanno nelle piazze italiane martedì 5 maggio per protestare contro il nuovo disegno di legge, il Premier ha immediatamente deciso di “giustificare” i propri provvedimenti contattando ogni singolo docente e rispondendo alle domande dei giornalisti di RTL 102.5 ribadendo che non si può scioperare contro il primo governo che cerca di eliminare i precari dalla scuola.

«Se non fosse un giorno molto triste – ha affermato il primo ministro – farebbe ridere scioperare contro questo governo che sta assumendo 100mila insegnanti. Non mi si dica che si fa sciopero contro il primo governo che elimina i precari dalla scuola”.

“Deve essere chiaro che noi non lasceremo la scuola ai sindacati – ha continuato il presidente del Consiglio – la scuola è delle famiglie e degli studenti. Se i sindacati – prendendoli di mira – fanno sciopero perché hanno paura che noi gli togliamo il diritto di fare quello che vogliono, fanno bene. Ma non dicano che lo fanno contro un governo che assume e che aumenta gli stipendi”.

Per tutta risposta, i Sindacati non si sono fatti attendere e hanno immediatamente replicato l’intervista di Renzi: in primis il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, ha risposto ai microfoni definendo “ingiusto e inaccettabile sia per i professori che per il personale scolastico il ddl”, e ha continuato chiedendo “radicali cambiamenti”, soffermandosi anche su quello che dovrebbe essere il nuovo ruolo del preside-sindaco. Il dirigente scolastico della scuola renziana sceglierà i propri docenti, utopicamente seguendo i criteri della meritocrazia, ma sarà considerato responsabile dell’enorme dispersione scolastica che si registra nelle nostre scuole e dell’elevatissimo numero di bocciature che incombe nelle scuole superiori. Un preside-sceriffo, dunque, quello voluto dalla riforma targata Renzi-Giannini che ha suscitato non poche polemiche.

Un rafforzamento del Consiglio di istituto, a cui è rimasto ben poco da decidere, è stato richiesto dai sindacati che non hanno esitato un attimo ad organizzare lo sciopero che si terrà il 5 maggio.

Mirko Olivieri
21 aprile 2015

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