Mediterraneo, da «Mare Nostrum» a «Mare Mortuum». Dov’è l’Europa?

Mediterraneo, da «Mare Nostrum» a «Mare Mortuum». Dov’è l’Europa?

 Renzi-MuscatROMA — Matteo Renzi non ha dubbi: «Quello che avviene in queste ore nel Mediterraneo è molto più di un naufragio: siamo in presenza di un grave momento di crisi umanitaria che va affrontato come tale». Parole dette oggi a Palazzo Chigi in conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro di Malta Joseph Muscat.

Proprio in queste ore l’Italia è impegnata con Malta in nuove operazioni di soccorso. Sono infatti aumentate le segnalazioni di aiuto da parte di barche in difficoltà, sarebbero tre in questo momento. Tra queste, un gommone a trenta miglia dalla Libia con 100/150 persone a bordo e una barca più grande con 300 persone.
La collaborazione con Malta è eccellente, come sottolinea il Premier Renzi, ma non serve solamente l’impegno di Malta e dell’Italia per distruggere il racket della morte, ormai fuori controllo.

«Siamo in presenza di un’organizzazione criminale che sta facendo tanti soldi e sta rovinando tante vite umane. Gli scafisti sono nuovi schiavisti, e il nostro Paese non può tollerare che si faccia commercio di vite umane». Anche oggi un’operazione delle forze di polizia e dell’ordine italiane ha portato all’arresto di altre 24 scafisti, siamo a 1.002 in totale.
Servono interventi mirati, come ad esempio un Consiglio ad hoc sulla Libia, risolvendo il problema della Libia alla radice, con un’operazione contro gli scafisti che sia mirata e condivisa in Europa. L’Italia ne ha arrestati da sola 976, «possibile lo facciamo solo noi?».

Alla luce di queste continue tragedie che stanno trasformando il Mediterraneo da «Mare Nostrum» a «Mare Mortuum», la grande domanda che rimbalza ormai da molto, troppo tempo è: «Dov’è l’Europa?».
Nel Mediterraneo c’è un’emergenza che «va affrontata e gestita sulla base del diritto umanitario, che richiede risposta solida da parte di tutta la comunità internazionale che deve considerare una priorità il fatto di poter assicurare questi criminali alla giustizia internazionale. Che avvenga con l’arresto, o ex post dopo che hanno fatto il viaggio, o ex ante attraverso operazioni legittimate dalla comunità internazionale».

Proprio a questo proposito, il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric ha definito il Mediterraneo «un mare di miseria», sostenendo che «serve una robusta operazione di salvataggio per arginare la crisi degli immigrati nel Mediterraneo. Italia, Grecia e Malta fanno quello che possono ma c’è l’aspettativa che l’Europa agisca».

L’Italia non può più essere lasciata sola, l’Unione Europea ha il dovere morale di affrontare la crisi costruendo un senso comune di responsabilità, come sollecitato da Federica Mogherini, Capo della diplomazia europea: «Non c’è una soluzione facile, non c’è una soluzione magica, ma ci sono responsabilità da assumerci insieme», e il problema va risolto alla radice «impedendo che i barconi partano».

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di «totale insufficienza delle iniziative assunte sin qui dalla Comunità internazionale. Occorre un’iniziativa umanitaria, straordinaria, che coinvolga, oltre all’UE, gli organismi internazionali e le agenzie dell’Onu per politiche che affrontino l’emergenza sin dai Paesi di origine» perché «l’Europa non può sottrarsi alla prova di centinaia di migliaia di profughi che abbandonano le proprie case per sfuggire alla morte».

Per il momento Renzi ha escluso sia un intervento di terra in Libia perché «in questo momento intervenire con forze internazionali in terraferma è un rischio assolutamente eccessivo», sia l’ipotesi del blocco navale perché «significherebbe fare un servizio taxi agli scafisti, sarebbe un favore agli scafisti. Abbiamo visto quanti danni sono stati fatti in passato sull’onda dell’emozione. Si parla in questi casi di peacekeeping ma in Libia non c’è la pace. In questa vicenda siamo molto calmi. Perché non si possono commettere errori e passi falsi. Non si può militarizzare il mare, ma occorre intervenire per evitare che il mare diventi un cimitero e perciò occorre andare a risolvere il problema alla radice, ovvero risolvere la situazione libica».

Una prima reazione da parte della UE si è già vista questo pomeriggio, con la riunione congiunta convocata in tutta urgenza tra i Ministri degli Esteri e i Ministri degli Interni. Un’occasione per la Commissione europea per presentare i dieci punti su cui concentrarsi, secondo il Commissario all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, per meglio gestire i flussi migratori nell’Unione.
Sempre per discutere della crisi nel Mediterraneo, giovedì si riuniranno a Bruxelles i Capi di Stato e di Governo.

Paola Mattavelli
20 aprile 2015

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