Expo 2015, allarme ritardi e psicosi

Expo 2015, allarme ritardi e psicosi

Mancano poco meno di due settimane all’inaugurazione dell’Expo 2015 e la situazione dei cantieri lascia ancora tutti con il fiato sospeso.

La nomina del nuovo direttore generale di Padiglione Italia, Stefano Gatti, ha almeno fatto chiarezza sull’andamento lavori e sui ritardi accumulati nell’allestimento degli spazi. Gli interni del Padiglione Italia sono ancora tutti da sistemare, per il momento ci sono solo solette, travi e pareti. Anche per quanto riguarda l’esterno, il Padiglione è ancora interamente circondato da gru e sono ancora in corso le operazioni per sistemare i pannelli esterni che lo ricoprono. Intorno, desolazione fatta di sabbia, tubi e cavi avvolti dalla polvere.

Per riuscire a concludere in tempo il Padiglione Italia e non ritrovarsi nell’imbarazzante situazione di aprire un’esposizione universale senza aver completato la parte del Paese ospitante, sono ovviamente stati necessari più operai e più turni, di conseguenza più soldi. Una lievitazione dei costi che per il momento ha permesso che venisse completato in tempi record il bellissimo Albero della Vita, nonostante sia circondato da desolante terra e non da erba, da sparuti fuscelli e non da alberi, e da cemento dove invece dovrebbero esserci specchi d’acqua.

La situazione di altri cantieri sembra più rosea: Svizzera, Germania e Kuwait sono già in consegna, mentre per gli Stati Uniti e Messico manca poco. Il gruppo Nussli però assicura che per quanto riguarda i suoi cantieri non ci saranno ritardi. L’azienda svizzera, oltre ai padiglioni nazionali già citati, è stata impegnata anche nelle aree del Padiglione Vino, del corporate pavilion di Vanke e del Future Food District. Il bolettino diramato spiega che in ogni caso non verrà superata la data del 30 aprile: «Per i Paesi che hanno iniziato la pianificazione dei propri padiglioni per tempo, come Svizzera, Germania e Kuwait, il cronoprogramma è stato rispettato e siamo arrivati alla consegna dei siti nei tempi concordati. Ci siamo trovati a dover far fronte a un paio di situazioni più complicate nei casi in cui abbiamo ottenuto in ritardo i permessi di accesso al cantiere per realizzare gli allestimenti finali. In queste situazioni abbiamo adottato un sistema di lavoro su tripli turni per recuperare il tempo perduto che sta funzionando molto bene».

Un altro allarme da gestire è nell’ambito della sicurezza, con l’effetto psicosi Expo che ha fatto cancellare molte visite; sarebbero almeno una decina le classi che hanno annullato la gita scolastica.

Il Commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, rivela che bisogna stare attenti a questi piccoli segnali di panico, e sottolinea: «Sfido tutti a dimostrare che la visita all’Expo è più insicura d altre realtà in cui la gente è raggruppata».

Le gite scolastiche prenotate sono migliaia e i biglietti già venduti toccano i nove milioni, quindi è necessario non passare il messaggio che l’Expo è insicuro perché per la sicurezza nell’area si sta «facendo molto», chiedendo poi la collaborazione ai giornalisti: «Chiedo anche la vostra collaborazione: fate il vostro mestiere ed enfatizzate i possibili rischi, ma credo che sia molto rischioso fa passare il messaggio che visitare Expo sia pericoloso».

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