Fornero: “Riforma lavoro equilibrata” Ma il Pdl gela il governo

E’ stato un giovedì post-Festa della Liberazione decisamente faticoso per il ministro Elsa Fornero, impegnata a difendere la riforma del lavoro a spada tratta.

Ha cominciato questa mattina in un collegamento audio-video con un convegno promosso a Milano, dichiarando che “l’unico modo per contrastare l’impoverimento del Paese è fare del lavoro e dei rapporti di lavoro un’opportunità che riguardi tutti e che risponda al concetto di bene comune”. In questa prospettiva la riforma varata dal governo “ha esattamente lo scopo di rendere il mercato del lavoro più inclusivo e dare la possibilità di lavoro a tutte le persone adulte.

Il problema – ha puntualizzato il ministro – è che purtroppo la riforma arriva in un momento di crisi in cui il lavoro si contrae, ma abbiamo il dovere di guardare oltre la crisi perché le riforme non sono fatte per affrontare i momenti difficili ma per traghettare il Paese verso un futuro in cui vorremmo che il lavoro fosse un bene comune”.

Successivamente, nel pomeriggio, Fornero è intervenuta al forum organizzato dal Corriere della Sera, legittimando l’accordo sulla riforma raggiunto dopo le polemiche: “L’equilibrio raggiunto sull’articolo 18 è un buon equilibrio e non vorrei che fosse messo a repentaglio”. “Abbiamo trovato un buon equilibrio – specifica il ministro – in termini di politiche attive per la ricollocazione sul mercato, sulla riforma degli ammortizzatori sociali, su una maggiore flessibilità in uscita per aumentare la produttività, incoraggiare gli investimenti e attrarre capitali dall’estero”.

Ma mentre il ministro si dedicava alla salvaguardia della propria “creatura”, dal Parlamento giungevano notizie certamente non rassicuranti. Il relatore Maurizio Castro (Pdl) ha riferito che sono 1048 gli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari in commissione Lavoro di Palazzo Madama. Due giorni fa lo stesso Castro premetteva che “né da parte del Pdl né da parte del Pd o della maggioranza in genere sono giunte proposte emendative sull’art.18, rispetto a quanto concordato politicamente dalla maggioranza con il governo”. ”In caso contrario si sarebbe aperta una questione politica” osserva Castro, che sull’art.18 si aspetta che sia lo stesso governo a presentare emendamenti che recepiscono il lodo ABC (Alfano-Bersani-Casini).

Ma la notizia peggiore è giunta in serata dal capogruppo del Pdl in Senato Maurizio Gasparri, che ha gelato il governo sulla possibilità dell’approvazione del testo da parte del partito: “Molte cose vanno cancellate, altre vanno corrette. Se ciò come speriamo avverrà, daremo un contributo a una rapida approvazione del ddl se non dovesse avvenire, lo diremo con chiarezza. Il governo non potrà contare sull’appoggio del Pdl se insiste su norme che distruggerebbero occupazione anziché crearla. Sulla riforma del lavoro attendiamo cambiamenti sostanziali. Il Pdl si è confrontato con il ministro Fornero con grande spirito collaborativo e costruttivo, ma adesso attendiamo fatti”.

Ermes Antonucci

26 aprile 2012

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