Nasce il Partito della Nazione ed Alfano annuncia una svolta storica

Il panorama politico italiano è in fermento in vista delle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio.

La svolta sembra riguardare in primis il Terzo Polo, con l’Udc che cerca di dare lo strappo decisivo verso la nascita di una nuova creatura, il cosiddetto Partito della Nazione. Il progetto è ambizioso: riunire tutti i moderati italiani, laici e cattolici, ampliando la formazione (Udc-Fli-Api) con esponenti della società civile (Montezemolo tra tutti) e tecnici.

 

Questo nuovo soggetto appare sempre più vicino. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha annunciato che esso non verrà costruito prima delle amministrative, ma sarà pronto prima delle elezioni politiche. Soprattutto ha tenuto a sottolineare che nel Partito della Nazione entreranno anche alcuni tecnici dell’attuale esecutivo. Per questi ultimi, Casini è convinto che sia necessario un forte sostegno: “L’operazione salvataggio è ancora in corso e nessuno può permettersi di sabotarla. Monti non è una parentesi transitoria nella vita della nazione ma l’ultimo serio tentativo di rinascita nazionale, ecco perché politici e tecnici sono nella stessa barca e devono remare insieme”.

Un ulteriore tassello verso la solenne trasformazione è stato posto venerdì durante l’Assemblea costituente dell’Udc, con l’azzeramento chiesto ed ottenuto da Lorenzo Cesa dei vertici del partito, definito “un atto di generosità per una impresa nuova per il bene del Paese”.

Verso il Partito della Nazione potrebbero muoversi una frangia del Popolo della Libertà, capitanata da Beppe Pisanu e Lamberto Dini. I due hanno sottoscritto assieme ad altri 27 parlamentari piddiellini una sorta di manifesto, un documento di quattro pagine in cui si sollecita un rinnovamento del partito, si delinea il progetto di una legge elettorale proporzionale ad effetto maggioritario e si invita ad “andare oltre il Pdl”. “Siamo convinti – si legge nel testo – che il meglio della sua esperienza politica si salva soltanto con la partecipazione, insieme ad altri e in condizioni di pari dignità, ad un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico, nazionale ed europeista, egualmente contrario ad ogni forma di estremismo. Da solo il PDL non andrebbe lontano, anzi rischierebbe di arretrare ulteriormente”.

Di fronte a questi rischi e per cercare in qualche modo di recuperare il consenso perso durante il governo Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano ha dichiarato che dopo le elezioni amministrative annuncerà insieme all’ex premier “la più grossa novità della politica italiana, che ne cambierà il corso nei prossimi anni”. Secondo Alfano, che non ha aggiunto ulteriori particolari, si tratta di una iniziativa “che cambierà il corso della politica in Italia e sarà accompagnata dalla più innovativa campagna elettorale che il nostro Paese abbia conosciuto dalla discesa in campo di Berlusconi a questa parte”.

Il Partito Democratico, dal canto suo, dovrà stare attento alla parte più moderata e cattolica del partito, che tende ad adagiarsi su posizioni centriste e che potrebbe subire il fascino della nuova creatura di Casini. Con un occhio a Beppe Grillo, impegnato ad aizzare le folle nei suoi comizi attraverso invettive, provocazioni e slogan, cavalcando l’onda dell’antipolitica sempre più alta.

Ermes Antonucci

21 aprile 2012

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