La Fiom in piazza contro il Jobs Act: «Questa è una manifestazione politica»

La Fiom in piazza contro il Jobs Act: «Questa è una manifestazione politica»

ROMA — La Fiom contro il Jobs Act. Landini contro Renzi.

Per Landini inizia una nuova fase, una nuova primavera: «Oggi il problema centrale di questo Paese è che non c’è lavoro e che soprattutto il lavoro non ha diritti, c’è uno sfruttamento del lavoro senza precedenti». Questo il messaggio forte e chiaro verso il Governo e chi lo rappresenta. Il problema quindi non è cosa succede a gennaio e febbraio ma cosa succede in tutto questo anno e nei prossimi anni, la visione che come Paese abbiamo davanti perché «se vuoi risolvere i problemi devi fare milioni di assunzioni».

Certo, nelle dichiarazioni di Landini c’è anche la rassicurazione che la manifestazione di Coalizione sociale che marciava con lo slogan «Unions» non sia contro il Premier: «Renzi deve mettersi tranquillo, noi non siamo qui per essere contro di lui», però l’affondo del leader della Fiom sembra dire proprio l’opposto: «Noi non stiamo difendendo cose che non ci sono più perché non abbiamo più nulla da difendere, hanno già portato via tutto, ma abbiamo l’ambizione di avere delle proposte e delle idee per dare un futuro dell’Italia e vogliamo batterci su questo perché pensiamo di avere più consenso di quello che ha il Governo».

C’è un Paese che non si sente rappresentato e «noi gli vogliamo dare voce, forma e rappresentanza con azioni concrete. Noi siamo pronti perché vogliamo cambiarlo questo Paese a differenza di Renzi e della Confindustria». Quest’ultima deve iniziare a rinnovare i contratti nazionali, senza estendere il modello Fiat, fare il mestiere che deve fare, far investire i suoi imprenditori e cacciare quelli che pagano mazzette: «Gli imprenditori molto spesso non fanno gli imprenditori. Confindustria se ci guarda con interesse si accordi con noi e non vada da Renzi per chiedere leggi che rendano facili i licenziamenti».

«Questa è una manifestazione politica», da sempre il sindacato fa politica ed è una sciocchezza dire il contrario, come d’altronde fa Confindustria che «con Squinzi sta portando a casa tutto quello che vuole. Il suo soggetto politico ha già avuto molto successo». È risoluto Landini che dal palco rilancia una coalizione partendo da tutti i lavoratori, unendo ciò che il Governo divide attraverso associazioni, movimenti e persone attraverso una riforma democratica del sindacato per dare una «risposta più forte ad un Governo che ha già fatto la sua coalizione sociale con Confindustria e Bce».

«Ci siamo stancati di spot elettorali, di slide e balle, c’è addirittura un peggioramento rispetto al Governo Berlusconi, siamo dentro un processo di regressione del Paese. Bisogna avere il coraggio di dire la verità e di cambiare veramente il Paese», ma «senza di noi questo Paese non si cambia, si peggiora. Dobbiamo ri-conquistare i diritti cancellati. Vogliamo contrastare il Jobs Act sia sul piano contrattuale che legale e legislativo, non escludendo alcun tipo di intervento».

Landini sottolinea la presenza di Susanna Camusso, con la quale c’è un abbraccio, perché nonostante il disaccordo sulla virata politica che il sindacato deve assolutamente prendere, «la novità vera ed importante è che a questa manifestazione c’è tutta la Cgil, noi siamo della Cgil e non un’altra cosa».

Rodotà da palco di Piazza del Popolo osserva come «oggi è una giornata diversa dalle altre, un fatto che inquieta. Qui non stiamo disturbando un manovratore ma va riconosciuta la dignità dei lavoratori, garantire l’esistenza dignitosa è un obbligo costituzionale. Ai lavoratori va bene che venga riconosciuto diritto di presenza e parola in tutte le situazioni. Ciò che va bene per i lavoratori va bene per l’Italia. Questa è la frase che dobbiamo dire oggi».

Presenti anche Civati, Cuperlo, la Bindi e Fassina che dice: «Sono qui come parlamentare di una parte del Pd, c’è un pezzo importante di popolo che dobbiamo rappresentare. Del Pd siamo pochi ma il Pd non è fatto solo dai gruppi parlamentari e da Matteo Renzi e dispiace che Renzi tratti questa manifestazione con disinvoltura, come l’ennesima parata».

Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria, ha prontamente replicato a Landini: «I sindacati hanno frenato tutto. Mi auguro che questo nuovo progetto politico sia capace di guardare avanti e non di guardare indietro perché ha già fatto danni continuare a guardare indietro».

Per il Ministro del Lavoro Poletti: «Fanno bene a fare le loro scelte», ma «io oggi vado a parlare con gli operai dentro una fabbrica a Mestre, è il mio modo di fare questo mestiere, mi galvanizza sempre».

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook