Finanziamenti ai partiti, nuove regole: intesa fra Pd, Pdl e Udc

I principali partiti che compongono la maggioranza in Parlamento (Pd, Pdl ed Udc) hanno trovato l’accordo sulle nuove regole per disciplinare il finanziamento pubblico dei partiti. Queste saranno presentate sotto forma di disegno di legge dai tre segretari Bersani, Alfano e Casini, i quali chiederanno che la proposta sia assegnata alla commissione Affari costituzionali della Camera in sede legislativa, mirando cioè all’approvazione diretta, senza il passaggio in aula.

 

L’accordo tra i tre leader di maggioranza arriva a seguito del nuovo scandalo sulla gestione dei finanziamenti pubblici che ha sconvolto la Lega Nord e, ancor prima, la Margherita, con l’obiettivo di dare segnali chiari ad un elettorato sempre più indignato. Un punto, però, è certo: non ci sarà alcuna riduzione dei finanziamenti. Il referendum del 1993, dove oltre il 90% dei votanti si era espresso in favore dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, resterà dunque inascoltato.

Ma cosa prevedono le nuove norme? Nascerà, innanzitutto, la “Commissione per la trasparenza ed il controllo dei bilanci dei partiti politici”, presieduta dal presidente della Corte dei Conti e composta da presidente del Consiglio di Stato e primo presidente della Cassazione. La Commissione avrà sede presso la Camera che provvederà, insieme al Senato, ad assicurarne l’operatività anche attraverso la dotazione di personale di segreteria.

La Commissione effettuerà il controllo dei rendiconti, delle relazioni e delle note integrative dei bilanci che i singoli partiti saranno tenuti a depositare e a pubblicare, sul proprio sito internet e su quello della Camera, entro il 15 luglio di ogni anno. I rendiconti sono soggetti al controllo e alla certificazione di società di revisione iscritte nell’albo speciale Consob. Entro il 30 settembre la Commissione trasmetterà ai Presidenti della Camera e del Senato una relazione contenente l’esito dei controlli. Qualora dai controlli effettuati dalla Commissione emergeranno irregolarità, i presidenti della Camera e del Senato provvederanno ad applicare, su proposta della stessa Commissione, sanzioni amministrative pecuniarie pari a tre volte la misura delle irregolarità commesse.

Infine, le ultime tre novità: i partiti potranno investire la propria liquidità esclusivamente in titoli emessi dallo Stato italiano; le contribuzioni dei partiti politici a fondazioni, enti e istituzioni o società eccedenti i 50 mila euro annui comporteranno l’obbligo per questi ultimi di sottoporsi ai controlli della Commissione; le donazioni ai partiti politici superiori ai 5.000 euro dovranno essere rese pubbliche (nel 2004 la soglia era stata alzata da 5mila a 50mila).

Ermes Antonucci

12 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook