«La buona scuola», le novità del ddl approvato dal Consiglio dei Ministri

«La buona scuola», le novità del ddl approvato dal Consiglio dei Ministri

 Scuola: Renzi, non è del ministro nè del premierROMA — Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla scuola, anzi sulla «buona scuola».
Le novità di questa riforma sono state presentate dal Premier Renzi nel corso di una conferenza stampa: «Siamo riusciti dopo una lunga discussione a trovare un buon clima dentro il Consiglio dei Ministri, ora la palla al Parlamento, un testo realizzabile abbastanza rapidamente se il Parlamento lavorerà con il senso dell’urgenza».

Vediamo nel dettaglio le principali modifiche introdotte:

Scatti di carriera salvi, 200 milioni per merito: Messi in campo 200 milioni dal 2016.
«Abbiamo scelto di mantenere gli scatti di anzianità per i professori, ma con una cifra aggiuntiva sul merito. Le modalità su cui ciascuna scuola premierà saranno decise dal preside», con il merito che varrà per il 70%, e l’anzianità per il 30% sulla valutazione finale.

Formazione continua: La formazione obbligatoria degli insegnanti sarà affidata ad un piano nazionale, aggiornato ogni tre anni, e le priorità per il 2015 sono lingue, inclusione scolastica, didattica innovativa e digitale.

Professori scelti dal preside: «Il preside sceglierà gli insegnanti dentro un albo, là dove c’è spazio che si libera. Il preside sceglie dentro l’albo dei docenti e individua la persona più adatta senza automatismi. La scelta dell’organico funzionale porta a superare il meccanismo delle classi pollaio».

CV online: I curricula dei professori eD i bilanci delle scuole saranno online: «Non bisogna aver paura della trasparenza».

Formazione digitale: Fornire competenze digitali e strumentazioni a studenti ed insegnanti: «Molti studenti hanno telefonini su cui sono contenute più informazioni di quante ne avesse un capo di governo negli anni ’90». Basta dunque a lavagne multimediali e tablet distribuite in passato.

Supplenti e precari: «Non ci saranno più i supplenti», anche se il «primo anno sarà di transizione» perché «le graduatorie a esaurimento non coprono tutte le classi di concorso». La Legge di Stabilità ha stanziato un miliardo di euro per immettere in ruolo 100.701 precari, assunti dal prossimo settembre. «Il meccanismo è tale per cui ogni scuola, entro una determinata data, farà un piano strategico che includa offerta formativa e fabbisogno», quindi il sistema delle supplenze verrà sostituito dall’organo funzionale d’Istituto.
Dopo la presentazione del piano, che sarà «verificato dagli uffici competenti del ministero, ciascun preside avrà a disposizione un tot di insegnanti, non solo per le cattedre, ma anche per lavorare a singoli progetti, come un progetto europeo o per l’alternanza tra scuola e lavoro. È un meccanismo in cui la squadra dei professori che gestisce la scuola va oltre il numero delle cattedre ed il preside come un allenatore, avrà la possibilità di individuare chi mettere in cattedra a inizio anno ma nel momento in cui qualcuno si ammala o un’insegnante resta incinta e aspetta un bambino, non si va alla graduatoria provinciale ma all’interno dell’organico funzionale: si supera questo meccanismo».
Restano esclusi dalle assunzioni i 23 mila precari della materna: «Manteniamo l’impegno ad assumerli, ma lo inseriamo nella delega e avranno un anno di tempo con il progetto 0-6 ».

La carta dei professori e investimenti: «Ogni anno un professore potrà spendere cinquecento euro solo per spese di natura culturale, un libro per approfondire o andare a teatro. Agli insegnanti affidiamo la cosa più preziosa che abbiamo, basta pensare agli insegnanti come l’ultimo grado della scala sociale, sono la nostra più grande risorsa a cui affidiamo l’educazione dei nostri figli. Dalla Banca europea per gli investimenti (Bei, ndr) arrivano 940 milioni di euro per l’edilizia scolastica, è un’altra grande bella notizia».

Insegnanti di sostegno: previsti piani educativi personalizzati e bisogni educativi speciali per gli studenti con disabilità, con la partecipazione di tutti gli insegnanti.

Detrazioni dei costi della scuola, 5 x mille e School Bonus: Possibilità di detrazione per le spese d’iscrizione del proprio figlio fino alle medie e nelle secondarie di primo livello.
Previsto il 5 per mille per sostenere la propria scuola.
Credito di imposta al 65% (School Bonus) per chi investe su nuove strutture, manutenzione, lavoro agli studenti.

Sgravi fiscali per le private: Confermati gli sgravi per le paritarie, «fino alle medie, le secondarie di primo livello», con la presenza del 5 per mille e dello School Bonus «per chi intenda investire sulle scuole».

Nasce il Curriculum dello studente: Gli alunni potranno scegliere, dalla scuola superiore, insegnamenti “opzionali” attivati dalle proprie scuole, seguendo le proprie attitudini, da inserire in un Curriculum che sarà il passaporto per il futuro lavorativo.

Gli stage: Sono previste quattrocento ore di stage per gli studenti del triennio degli istituti Superiori e duecento ore per i licei. «Un’autonomia vera alle scuole. Riprende un percorso sul quale avevamo lavorato in passato. Riprendiamo questo principio per dire che ogni scuola vivrà la propria autonomia, tiene ad esempio aperto il portone al pomeriggio. Devono farlo tutti». Alternanza facoltativa quindi tra scuola e lavoro, in azienda ed enti pubblici.

Inglese alle primarie, valorizzazione di arte, musica ed educazione motoria: «Ci sarà particolare attenzione, dalla primaria, alla assoluta professionalità di chi insegna l’inglese, per dare insegnamenti non appiccicaticci – per cui si fa fare un corsettino alla maestra – ma si richiede un inglese assolutamente perfetto»; inoltre tornano in primo piano educazione motoria, storia dell’arte e musica: «L’educazione motoria non può essere il giocattolino in attesa di fare altre cose, non può essere l’ora di svago. È una straordinaria opportunità per formare il carattere e uno stile di vita. Ma anche un elemento di grande investimento sulla sanità e uno strepitoso strumento di valorizzazione delle specialità delle persone con le varie disabilità», oltre ad «un impegno mantenuto e una scelta di civiltà il ritorno della storia dell’arte e della musica nelle scuole».

Stranieri: Piano di integrazione con laboratori linguistici per perfezionare l’italiano come seconda lingua e laboratori di lingue non comunitarie.

Con l’augurio che questa riforma segni il passo per un vero, concreto e reale cambiamento del sistema scolastico, creando veramente una «buona scuola» che, come affermato da Renzi, «mette al centro lo studente e i suoi sogni di essere anzitutto un cittadino».

Paola Mattavelli
13 marzo 2015

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