Grillo apre al confronto: “Su Rai e reddito di cittadinanza dialogo con tutti, anche col PD”

Grillo apre al confronto: “Su Rai e reddito di cittadinanza dialogo con tutti, anche col PD”

BeppeGrillo-VDay-638x4252Era nell’aria, anche dopo il post su Facebook di martedì mattina di Luigi Di Maio, che aveva attribuito all’operato “silenzioso” di Mattarella il merito della rinuncia del governo a procedere per decreto sulla riforma della scuola, un cambio dell’atteggiamento pentastellato.

Cambiamento che viene oggi confermato dall’intervista a Beppe Grillo sul Corriere Della Sera.

L’intervista

Il leader del Movimento, reduce dall’incontro di giovedì 26 febbraio con il neo-eletto Presidente della Repubblica, dalle pagine del quotidiano milanese rilancia infatti il dialogo con la maggioranza sui punti di convergenza dei programmi, a cominciare dal reddito di cittadinanza, sul quale SEL e la minoranza PD si sono già espressi in favore.

“Sono contento che se ne parli. Io auspico tutte le convergenze del mondo” dice Grillo “Bisogna capire che la povertà va affrontata come una malattia, non come un reato. Se ci sono proposte, siamo aperti a qualsiasi discussione. Noi il reddito di cittadinanza vogliamo farlo e vogliamo che sia chiaro che il merito è del M5S”.

Invitato ad elencare i dettagli della proposta, Grillo specifica che “sono 780 euro al mese, ma varia a seconda del numero dei componenti familiari. Penso a una coppia con figli, lei casalinga: gli si potrà garantire 1.200-1.300 euro. Nel frattempo chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato. Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il reddito”, mentre riguardo i 15 miliardi necessari a coprire la spesa pubblica aggiunge che “i soldi li troviamo. Spendiamo 45 miliardi per gli armamenti, 20 per la formazione professionale. Poi c’è il gioco d’azzardo e le persone che hanno 2-3 milioni di euro di reddito. Se gli prendi lo 0,5-l’1% a questo scopo non credo siano contrari. Discuteremo anche con la Cei…”

Sottolinea la disposizione a trovare una mediazione perché “per noi il principio è che nessuno deve rimanere indietro, sennò vanno su le destre, i fascisti”, allludendo all’avanzata elettorale di Salvini e della Lega Nord, sulla quale afferma che “la storia è diversa dalla nostra. La Lega è stata al governo, è artefice del patto di Dublino e ha investito fondi in Tanzania. La gente è confusa, andiamo sul palco e diciamo tutti la stessa cosa, ma noi abbiamo sempre fatto le cose che abbiamo detto”.

Mediazione rilanciata anche sulla riforma Rai, purchè essa preveda una tv pubblica sottratta al controllo dei partiti: “Ci sono odi interni e invidie, tante nostre proposte sono state bocciate a priori. Se superiamo questo scoglio, come abbiamo sempre fatto sulle cose buone, su Rai e reddito di cittadinanza dialoghiamo con tutti, anche con il Pd. Ma ci deve essere onestà intellettuale” perché “una Rai senza partiti la vedo necessaria”.

Inevitabile il passaggio sul Presidente della Repubblica: “In questa occasione Mattarella mi è sembrato una persona gentile, sensibile ai temi del Movimento, dalla lotta alla corruzione alla mafia, al reddito di cittadinanza, su cui sembrava molto d’accordo” dice Grillo “lui ovviamente deve essere al di sopra delle parti, mi sembra un garante della Costituzione molto preparato, anche se non sta a me giudicare”.

Quanto alla linea anti-televisiva, spazio per un “mea culpa”: “Sono sempre contrario ai talk show, ma ognuno è libero di scegliere il da farsi. Alla tv credo meno perché siamo un Movimento nato in Rete però capisco che ci sia una fetta di elettorato che si informa con i canali tradizionali. Può essere che forse abbia sbagliato io”.

Le reazioni

“Grillo cambia rotta? Se l’intervista di oggi è una vera inversione di linea e le parole del leader cinque stelle non sono mera propaganda, credo che il Pd debba essere pronto a confrontarsi nel merito delle questioni. Senza pregiudizi” commenta Roberto Speranza, capogruppo democratico alla Camera.

Lo segue a ruota Giuseppe Civati: “Se Grillo fosse sempre stato così sarebbe stata un’altra storia. Io sono molto soddisfatto di questa sua intervista. Finalmente ci si concentra su argomenti comprensibili senza tirarli in testa a nessuno”, aggiungendo che “ha anche cambiato un po’ posizione, il reddito di cittadinanza è il reddito minimo e su questo possiamo dire di essere d’accordo, come anche sull’incalzare l’esecutivo e sul modo in cui Grillo si predispone al dialogo con noi. Se queste sono le condizioni è una buona giornata per la politica italiana”.

Secondo Nichi Vendola, presidente di SEL, c’è “in Parlamento una maggioranza possibile, per una Rai dei cittadini e non dei partiti, e per un reddito minimo contro la povertà”, sulla stessa riga di Di Maio: “ci sono i presupposti per collaborare se si parlamentarizza il dialogo. L’importante è stare in Parlamento e trovare una proposta di mediazione valida”.

Critiche invece da parte di Forza Italia: “Leggendo Grillo sul Corsera e la sua apertura al dialogo verso la riforma Rai di Matteo Renzi vien da pensare che i due si stiano preparando a un accordo segreto sulla spartizione del servizio pubblico” -afferma il senatore Malan- “Non possiamo restare passivi di fronte al tentativo della sinistra di farsi una tv su misura che strizzi l’occhio al populismo dei 5 Stelle. La Commissione di Vigilanza ha il diritto-dovere di dire la propria e di impedire questo indebito tentativo di cancellare la libertà di informazione”.

 di Gianluca Pezzano

4 marzo 2015

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