Approvati nella notte gli ultimi quattro articoli. Le opposizioni disertano ma Renzi non si ferma

Approvati nella notte gli ultimi quattro articoli. Le opposizioni disertano ma Renzi non si ferma

 Riforme: rissa in aula, deputati in piedi sui banchiROMA — La maratona notturna alla Camera ha portato all’approvazione degli ultimi quattro articoli, dal 38 al 41, del disegno di legge sulle riforme. Il secondo passaggio necessario, su un totale di quattro, affinché si arrivi al via libera finale del testo che è atteso per i primi giorni di marzo.
L’approvazione degli articoli per riscrivere la Costituzione,  accolta dagli applausi dei deputati del PD, avviene purtroppo in un Aula non gremita per la mancanza delle opposizioni che hanno mantenuto quanto annunciato; solo un piccolo gruppo di deputati di FI e di M5S erano presenti per testimoniare che tutto avvenisse regolarmente, sia l’esame degli emendamenti che la loro approvazione.
Il Premier Matteo Renzi era in Aula al momento della chiusura dei lavori, e ribadisce: «Noi andiamo avanti così» perché «credo che a rammaricarsi debbano essere il centrodestra e le opposizioni».
Le assenza rimangono comunque «una ferita istituzionale», come commentato da Ettore Rosato, deputato PD, anche se il percorso della riforma è ancora lungo e «riusciremo a fare in modo che tutti la sentano propria».

Il ritmo serrato che ha portato all’approvazione finale è arrivato dopo risse e insulti della nottata precedente e ad una mattinata a singhiozzo, con le opposizioni ad abbandonare definitivamente l’Aula di Montecitorio e ad appellarsi al Presidente Mattarella per quella che loro ritengono una preoccupante deriva autoritaria: «Abbiamo chiesto di essere ricevuti ed il Presidente della Repubblica ci ha fatto sapere che da martedì prossimo ci riceverà gruppo per gruppo», questo quanto affermato da Brunetta, capogruppo di FI, in una conferenza stampa alla Camera.
Reazioni di protesta, con una voce unica di FI, Lega e SEL, che ritengono Renzi un «bullo al quale far vedere i sorci verdi» e quella di Grillo, che definisce la politica odierna come «solo merda».
Anche la minoranza interna al PD aveva chiesto una pausa di riflessione perché, come sostiene Pier Luigi Bersani, se il Governo pretende di avere il dominio «finisce in rissa»; ma il Premier ha mantenuto ciò che aveva detto: «Noi non ci facciamo ricattare da nessuno. Non può passare la logica per cui l’ostruzionismo blocca il diritto e dovere della maggioranza di fare le riforme, sarebbe la fine. La riforma sarà sottoposta a referendum e vedremo se la gente starà con noi o con il comitato del no».

Paola Mattavelli
14 febbraio 2015

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