Bersani: “Elezione di Mattarella colpetto al Patto del Nazareno. PD elemento di stabilità legislatura”

Bersani: “Elezione di Mattarella colpetto al Patto del Nazareno. PD elemento di stabilità legislatura”

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ROMA- “Non so se nel Patto ci fosse il Quirinale, sicuramente Mattarella non era contemplato: si può considerare un colpetto al Nazareno.”

Intervistato da Fabio Fazio durante la trasmissione domenicale “Che Tempo Che Fa”, l’ex segretario del PD Pierluigi Bersani è così intervenuto riguardo l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica.

“Ho detto chiaramente che il PD, che dispone del 45% dei grandi elettori, non avrebbe accettato nomi “cucinati” da altri. Una rosa non formale c’era, ma alcuni “petali” non funzionavano: Amato suscita dei problemi che non merita.”

“Mattarella è stata una scelta molto molto buona” –ha proseguito- “lo si vedrà nel tempo. E’ una persona molto sobria, solida e per bene, condivisa e votata da molte persone nel centrodestra. Una scelta di garanzia e dotata di spirito riformatrice: non dimentichiamoci l’introduzione del Mattarellum e l’abolizione della Naja.”

Nell’intervista, durata circa venti minuti, non sono mancati riferimenti a Matteo Renzi, definita “personalità agile, di qualità, ma migliorabile sotto diversi aspetti”, alludendo ad un invito al dialogo tra il segretario-premier e la minoranza democratica: “Come tutti i grandi partiti riformisti, il PD necessita di sintesi e di dialogo tra le diverse culture”, allontanando la presunta scissione e auspicando il bipolarismo (“fuori da qui –bipolarismo, ndr- niente cambiamenti, solo paludi e urla”).

E sulle riforme, partendo dalla legge elettorale a quelle istituzionali e passando dal Jobs Act, l’opinione di Bersani non cambia.

“Sono state accolte al Senato alcune auspicate modifiche all’Italicum, lasciando tuttavia inalterate quelle più importanti: i capilista bloccati e le preferenze. Con un numero così basso di collegi e coi capilista bloccati, il sistema è squilibrato e gli esponenti dei piccoli partiti saranno solo nominati e sono fiducioso che il premier accoglierà le nostre richieste. Io quando ho governato ho sempre fatto riforme, non c’è nessun problema: ma quelle che stiamo facendo sono sufficienti e sono fatte per bene?” dice, aggiungendo che “alcuni punti del Jobs Act sono buoni, altri meno, come la mancanza di proporzionalità sul licenziamento disciplinare. Necessita di correzioni.”

A proposito dell’Europa e delle politiche comunitarie, l’opinione del leader della minoranza PD è che “l’austerità ha fallito, ora che l’Euro e il prezzo del petrolio sono bassi e che la BCE ha immerso una barca di soldi, servono piani di investimenti mirati e precisi, che comportino moltiplicazione di risorse” ha commentato, portando ad esempio “un piano di manutenzione e un fondo di garanzia pubblico per aiutare le imprese all’accesso al credito.”

Chiusura fondamentale quella sulla legislatura, che “va avanti sino al 2018. Il PD deve garantire stabilità della legislatura.”

Gianluca Pezzano

2 febbraio 2015

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