Verso il Quirinale: come si elegge il Presidente della Repubblica?

Verso il Quirinale: come si elegge il Presidente della Repubblica?

Quirinale_Roma1Con le dimissioni del Presidente della Repubblica si è aperta, in questi giorni, la fase delle trattative politico istituzionali per la scelta del successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Cene, telefonate e incontri più o meno informali stanno caratterizzando questa fase delicata di valutazione, che culminerà il prossimo 29 gennaio con la prima votazione parlamentare. Ma come si elegge il Presidente della Repubblica italiana? È la Costituzione a stabilire la procedura anche se, purtroppo, non sempre il suo contenuto è noto a tutti. Per questo vale la pena fare un po’ di ripasso.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ciascun cittadino italiano che abbia compiuto cinquant’anni e che abbia il pieno godimento dei diritti civili e politici. L’organo costituzionale cui compete l’elezione del Capo dello Stato è il Parlamento in seduta comune, cioè un’assemblea alla quale partecipano deputati e senatori insieme; ad essi si aggiungono tre delegati per ciascuna regione (ad eccezione della Valle d’Aosta che ne ha uno solo). Conti alla mano, il prossimo Presidente della Repubblica sarà eletto da 1.009 grandi elettori, così ripartiti: 630 deputati, 315 senatori eletti, 6 senatori a vita, tra cui anche lo stesso Napolitano, e 58 delegati regionali, che verranno individuati in questi giorni.

La votazione avverrà a scrutinio segreto e proseguirà ad oltranza fino a che le preferenze dei grandi elettori non ricadranno su un nome in grado di ottenere le maggioranze previste dalla Costituzione: due terzi dell’assemblea nelle prime tre votazioni (e quindi 672 voti), oppure la maggioranza assoluta a partire dalla quarta (505 voti). La procedura, di conseguenza, potrebbe anche durare parecchio tempo e, in effetti, è pensabile arrivare all’elezione definitiva nei primi giorni di febbraio. Essa, però, ha lo scopo di garantire la massima convergenza delle forze politiche attorno al nome di una persona che possa realmente rappresentare l’unità nazionale.

A presiedere il Parlamento in seduta comune, riunito nell’aula di Montecitorio, sarà la presidente della Camera Laura Boldrini. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, invece, ha assunto il ruolo di Presidente della Repubblica supplente. Il Capo dello Stato eletto, prima di assumere le sue funzioni, sarà chiamato a prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione davanti al Parlamento, nuovamente riunito in seduta comune.

di Maurizio Semiglia

23 gennaio 2015

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