Direzione Pd, Renzi mette in guardia la minoranza: «nessun veto sul Quirinale»

Direzione Pd, Renzi mette in guardia la minoranza: «nessun veto sul Quirinale»

1394651070-matteo-renzi-312956ROMA – «O siamo in condizioni di fare quel che necessario o, se si fallirà come nel 2013, noi saremo additati come colpevoli». È questo l’appello lanciato alla direzione del Pd dal premier Matteo Renzi il quale ha invitato gli esponenti del suo partito, il primo in Parlamento, a prendere le redini del Paese e a guidare le forze politiche nell’elezione del Capo dello Stato.

Il presidente del Consiglio, dimostrando l’intenzione di voler arrivare ad un voto condiviso, ha deciso di creare una direzione Pd permanente fino alla fine del mese, periodo in cui il nuovo Presidente della Repubblica prenderà il suo posto al Quirinale. E proprio sulla successione di Napolitano, Renzi ha chiarito che nessuna scelta di parte dovrà influenzare l’iter: «qui non stiamo scegliendo il nostro giocatore, stiamo scegliendo l’arbitro, un arbitro che avrà la responsabilità di guidare il Paese per i prossimi sette anni».

«Nessun veto da parte di nessuno», è il monito di Renzi all’opposizione e soprattutto alla minoranza ribelle del Pd, responsabile di aver bocciato alle elezioni per il Colle del 2013 Marini e Prodi e tanto imprevedibile da spingere il premier a rimanere ancora vago sul nome del candidato che verrà rivelato solamente il giorno prima del voto.

Ma i ribelli dem hanno già espresso la loro preferenza, anche se il prescelto, Romano Prodi, ha precisato di non voler essere al centro della lotta interna al partito. «Non voglio più essere tirato in mezzo a tensioni- ha ribadito il professore- credo sia importante che in una società ci siano persone che anche al di fuori di aspetti istituzionali servano il proprio Paese e io credo di fare questo in modo soddisfacente per me e anche utile per l’Italia».

Oltre al futuro del Colle, anche il passato ha meritato un posto speciale nel discorso del premier, che proprio a Giorgio Napolitano ha rivolto il suo pensiero, esprimendo le sue congratulazioni per il lungo operato, «per i nove anni particolarmente difficili in cui ha avuto la capacità di mantenere unito il Paese».

Benedetta Cucchiara
17 gennaio 2015

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