Scontro Renzi- Fi per il Quirinale, il premier ammette: «Non mi fido di Berlusconi»

Scontro Renzi- Fi per il Quirinale, il premier ammette: «Non mi fido di Berlusconi»

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ROMA- Alleanze sì ma con riserva. Accantonando tutti i buoni propositi per rafforzare il legame con i forzisti, il premier Renzi, in vista delle elezioni del presidente della Repubblica, ha dichiarato di voler andare avanti da solo nel caso in cui Fi dovesse rifiutare il candidato Pd.

Alla base del cambiamento della strategia renziana ci sarebbe, oltre il possibile rifiuto del leader azzurro di accettare un candidato democratico, la paura di una fuga di notizie. Quindi niente particolari per Berlusconi, il quale dovrà accontentarsi di informazioni vaghe, di un identikit che lo stesso premier ha reso noto, senza sbilanciarsi sui particolari: «Il presidente della Repubblica deve essere un grande, grande arbitro.Tante donne e uomini possono svolgere bene questo ruolo. Quello che non serve è una discussione sui nomi che non farebbe bene alle istituzioni».

Lo scontro tra democratici e forzisti sui possibili successori di Napolitano è già aperto. Il deputato Fi Massimo Parisi ha espresso la sua contrarietà all’elezione di Romano Prodi in quanto si tratta di «un giocatore che ha fatto la battaglia contro Berlusconi e non può essere il primo nome potabile per Forza Italia, se si vuole raggiungere quell’unità nell’identificazione di un arbitro».

Se da una parte Renzi mantiene la sua riservatezza sul Quirinale e cerca di tenere le distanze dall’alleato azzurro, dall’altra non vuole arrivare ad un completo affondo del Patto del Nazareno, sperando di ricevere dall’ex Cav un minimo di gratitudine per la norma salva Berlusconi, inserita nel decreto fiscale e poi bloccata tra le polemiche.

Niente pericoli dunque per la tenuta dell’alleanza, forzata sì, ma forse la più proficua per i due leader, i quali sperano di raggiungere al più presto gli obiettivi prefissati: Renzi di portare a casa l’appoggio di Berlusconi per l’elezione del Capo dello Stato, assicurandosi così contro le defezioni dei ribelli dem, e il Cav di recuperare al più presto la tanto desiderata agibilità politica e con essa una nuova discesa in campo.

Benedetta Cucchiara

15 gennaio 2014

 

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